Ho fatto tale affermazione sul blog di Remo Bassini. Ho "bollato" "Lolita" di Nabokov come "libro per pedofili". Sono finita su porcheriole che raccolgono il peggio della rete. Lo ripeto e lo sostengo, anche perché la facile motivazione è che non l'abbia letto o non ne conosca il contesto.
Ingenuamente, direi, ma c'è chi vive, in rete, di polemiche. Anch'io.
Il romanzo fu accusato di pedofilia da subito e rifiutato per questo motivo: ammiccante alla pedofilia, dalle case editrici dell'epoca, la qual cosa già taglierebbe la testa al toro. Avrei semplicemente citato un fatto noto, stranoto, anche agli ignoranti. Tant'è che fu accettato da una casa editrice erotica e ciò la dice lunga sulla storia dell'erotismo nella narrativa, se non nella letteratura.
Fu bandito, discusso, respinto e osannato. Divenne bestseller in un continuo riavvitarsi su sé stesse di accettazione/repulsione.
Scritto assai bene, non mi sognerei mai di negarlo, si dipana su una tematica nota, che riassumo in breve: il maturo Humbert s'innamora della dodicenne Lolita. In un gioco sottile ed amaro, sarà forse lei a tenere tra le mani il destino dell'uomo che non l'opposto ed alla scabrosa ma lieve e ben concertata vicenda s'intreccia l'avventura d'amore e morte, fuga e dolore, inganno e punizione.La trattazione di un morboso interesse da parte d'un uomo per una bambina, resta. L'opera è testimonianza di un tipo di perversione quasi prettamente maschile, che vede in Lolita alla fin fine la seduttrice e nell'uomo una sorta di labile vittima d'un femmineo potere, che giustificherebbe la tendenza a considerare legittimo l'interesse di uomini maturi per ninfette. L'autore precisò che Humbert rincorreva in Lolita un amore passato, della sua adolescenza. Resta il fatto che Humbert non è un ragazzino. S'arrivò a dire, essendo Humbert inglese e la ragazzina americana, del nuovo mondo, l'infatuazione possente altro non era che la trasposizione dell'amore di un'Europa in decadenza per un mondo in ascesa. Risibile.
Nabokov resta noto per questo romanzo, il resto della sua produzione fu considerato modesto ( Nabokov autore "d'un solo libro"?) Qualcuno considera Nabokov di Lolita un più esplicito Lewis Carroll di Alice. L'amore per i giochi linguistici li accomuna. Ovvio che seduca gli appassionati di scrittura.
C'è un accenno di riscatto nella vicenda: il vecchio professore trova Lolita seducente anche sposata e non più ninfetta. La differenza d'età tra i due resta comunque. Giustifica il naturale(?) richiamo riproduttivo, che vede nel maschio una costante giustificazione della ricerca legittima della compagna più giovane, quando il contrario viene ancora in qualche modo non sempre ben visto nella morale comune. Osteggiato nella vita dei più, anche se non mancano riferimenti letterari interessanti quanto Lolita. E in autori altrettanto grandi.Vita Sackville West, ad esempio, che mi pare non abbia nulla da invidiare a Nabokov,appartenente al Gruppo di Bloomsbury, che scrisse, nel 1930, "The Edwardians", in Italia pubblicato con il titolo "La signora scostumata", in cui una bella Lady quarantenne ha un amante di 19 anni. Almeno eran 19 e non 12...
Il romanzo della Sackville-West non manca di sottile umorismo, che è purtroppo ciò che manca ai somari bene allineati, che non sanno estrapolare una frase da un contesto critico ( o lo fanno appositamente?)
A me "Lolita" non piace. Il fatto che sia un capolavoro linguistico ed una storia avvincente non determina che mi piaccia, automaticamente. Non riconosco alcun dio, se non l'ho tirato giù dall'Olimpo , spolverato e rimesso al suo posto come piaccia alla sottoscritta e per me Nabokov dio non è.
Non solo. Ho anche affermato che non mi piace neppure Aldo Busi.
Lapidatemi.
Chi se ne frega.