Aspettando settembre v'invito ad una sosta fantastica. Da " Il bar sotto il mare" di Stefano Benni, che lessi un'estate, quando ancora escursioni surreali mi facevano sognare piacevolmente. Ora necessito d'essere ancorata alla realtà e lasciarmi cullare dalla marea degli eventi che cercano faticosamente di portarti via al tuo ceppo, inesorabile macigno, ma certo. Potete andare al bar soltanto se fate 20 km con un litro di frappè e se non temete il folletto delle brutte figure. E' un bar, ma vi lavora il più grande cuoco di Francia. Evadere dal proprio Io, per poi tornarvi, perché si sta caldi. Nel nostro Io, nei nostri affetti, persino nel nostro vuoto quando gli affetti sono buchi neri nell'ozono della vita.
Certamente, i sognatori hanno due intenti che si sviluppano in opposte direzioni:
o fuggire dal mondo
o cambiare il mondo
Nel primo caso, è dura.
Nel secondo caso è facile: potete cambiare il mondo soltanto se avete conservato lo scontrino.
Vi regalo un'atmosfera sottomarina, che ho fotografato io e stando all'asciutto in un posto dove si può.

