16. www.solitudiniaffollate.com
di Cristina Vezzoli e Rossana Massa
Rita Rospo torna a casa dall’ufficio e s’infelpa, raggruppa i capelli sparnegati con la pinza e accende il pc in sala riassumendosi sulla poltroncina. Sua mamma mette sul gas una puzza che mangeranno in una cena televisiva trista e muta. Rita Rospo ha un’età indefinibile, un culo grande come la sua tristezza, una scorta di merendine da rifugio antiatomico e si sente un cesso incrostato, un cesso d’autogrill prima delle pulizie, per la precisione. Ha deciso di chiamarsi Stellinaluminosa e aprire un blog: tutto rosa camper di Barbie. Stasera la sua casella è desertica. C’è solo un messaggio di barzellette.it del solito Avvocato. Lui la crede bella e disperata e ha la malsana idea che mandarle cose copincollate serva a farla sentir meglio. Purtroppo, no.
Studio legale del centro. L’Avvocato Zizza ha appena sgarbato con la sua vocina stridula la zelante segretaria. Lei sta pensando che il suo capo è brutto, con una pancia flaccida, pelato e pure tirchio ma gli dice a denti stretti certavvocatozzzizza, sbatte le ciglia e gira i tacchi sottili, incazzata nera. Lui si chiude irritato nella sua stanza, rialza la finestra del laptop e schiaccia invio col dito grassoccio. Ha appena pubblicato sul suo blog dei versi palpitanti segretamente scritti per lei, Stellinaluminosa, la Donna che magari un giorno riuscirà ad incontrare. Trilla il cellulare: è la moglie che gli blatera corrosiva una requisitoria infinita. Ci mancava pure la secchina isterica, rimpicciolita dall’età che avanza. Sospira guardando il blog di Stellinaluminosa (amore mio). Oh, c’è un commento di ieri notte: è Mammastanca.
Mammastanca cinguetta sul blog dell’Avvocato Zizza, perché spera di fare colpo, è separata, sta perdendo il lavoro ed ha due bambini piccoli da mantenere. Cerca insomma una storia per sistemarsi e usa il blog per cuccare, visto che non può uscire la sera. L’Avvocato è uno che potrebbe tranquillamente permettersi un’amante di categoria Povera Donna Indifesa e Maltrattata (io ti salverò). E’ disperata e cinica e non crede più nell’amore, ha superato la soglia dei 40.Ha tanto sonno, è tardi, ma accende per inerzia il suo scassato computer. Apre la posta e trova un messaggio di Pino, uno che le sta dietro da mesi ed è buonissimo ma palloso. Sospetta fortemente che sia anche povero, non gli risponderà. L’hanno usata tutti, adesso è l’ora della rivalsa: tocca a lei.
Pino Poverino ha perso sua moglie tre anni fa, era sfatta e maleodorante e non la amava da decenni, ma la solitudine è ancora peggio che averla nel letto, la solitudine è una lama arrugginita e lui non ha fatto l’antitetanica. Vive di pensione, con un cagnolino qualsiasi, molti libri, tanti rimpianti e in totale solitudine perché è piuttosto timido e introverso. Ha un blog dove riversa fiumi di parole e conta circa quattrocento amici virtuali che non ha mai conosciuto. Non ci spera, manda lettere d’amore perché adora la gentilezza. Se Pino Poverino morisse qualcuno commenterebbe: ci sei? Poi pian piano le visite al blog finirebbero. Poi niente.
Uno dei quattrocento amici di Pino Poverino è Alterego Spurghi, una blogstar. E’ un ragazzotto sulla trentina, laureato, precario prima e disoccupato adesso. E’ depresso e non riesce a trovare lo slancio per trovare lavoro, sta tutto il giorno in internet dove ha aperto un blog di controinformazione giornalistica para professionale. Scrive bene e si sente un fallito perché sa di scrivere bene. Sul web appare come un uomo dai mille impegni, si vergogna a dover ammettere che il massimo sforzo che fa è andare al discount a fare scorta di bottiglie. Beve molto, Alterego. Accende il suo pc per non pensare che anche oggi non ha combinato niente e il suo talento si sta sciogliendo come ghiaccio nel suo gin scadente, ma sfoggia un avatar del Che e fomenta la rivoluzione sempiterna, paladino di tutti gli oppressi.
Lo scrittore PierMaria Ciccioli, invece, è un uomo di successo. Ha una vita intensa, anche se inquieta. Non scrive più perché ha perso da un sacco di tempo la vena creativa, ma ha trovato la soluzione. Copia dai blog e spaccia per sua la roba scritta da sfigati qualsiasi. Eccolo che entra nel suo studio: i tetti del centro storico lo distraggono, un ronzio d’aria condizionata precede il clic dell’accensione. Il notebook illumina d’azzurro il suo viso intriso di cultura e saggezza. Infila un cd e ascolta intenerito la vecchia melodia che gli ricorda la gioventù, gli anni difficili, gli inizi. Con fare sicuro copincolla la poesia dell’Avvocato, l’ultimo post di Pino, il commento di Mammastanca e la recensione di un romanzo che Alterego ha appena inserito nel suo blog. Li ammucchia in un documento word, fa un veloce editing e spedisce alla rivista prestigiosa, dove redige una celebre rubrica settimanale dal titolo “la solitudine dello scrittore”. Non guarda la posta, ha spento i suoi cellulari, si è raccomandato con la segretaria di non ricevere nessuno: non ha tempo per gli scocciatori. Oggi lavora.8. IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE
di Maria Teresa Valle e Rossana Massa
-Mamma, il prof di matematica ti vuole vedere…
-Di nuovo? Ma perché, che c’è ancora?
-Il solito. Dice che se vado così male nella sua materia, non passo.
-Ormai sono convinta che abbiamo sbagliato a iscriverti ad una scuola tanto impegnativa. D’accordo, un diploma serve, ma così compromettiamo le cose veramente importanti. La tua insegnante di danza si è lamentata che vai sempre alle lezioni stanca, svogliata, rendi poco. Ti farò cambiare scuola.
-Mamma, vado bene? Non mi sarò truccata troppo?
La madre guarda la ragazza con occhio critico. Guarda la gonna cortissima che non copre le cosce polpose e non eccessivamente lunghe. Assomiglia al padre in questo, non ha preso da lei, ma con un bel sandalo a stiletto, il difetto s’attenua. Guarda la camicetta da cui debordano le tette spinte in alto dal push-up. Guarda la bocca rossa, lucida di gloss metallizzato. Guarda gli occhi truccati da finta ingenua. Cosciente di sé, ma a quell’età si è fragili, non deve fare come lei, che ha ceduto all’amore. Sposata a 20 anni, incinta. Brusco risveglio da vagito, sogni di sfondare riposti nel cassetto, e tutto per uno che nella vita non ha combinato niente. Un buon partito, che tuttavia non è mai arrivato, nonostante la laurea in scienze politiche, scienza del nulla. Già tanto che abbia trovato un modesto impiego, e grazie a lei!
- E’ tutto a posto. Sei perfetta. E io come sto?
La ragazza guarda la madre. Gonna corta che non copre le gambe lunghe e nervose con un accenno di varici. Guarda la camicetta che lascia intravedere un seno abbondante, morbido e leggermente cascante. Guarda le labbra ancora belle ma tirate in una perenne smorfia, il trucco sapiente, di maniera.
-Vai bene, ma’. Mica devi essere presa tu.
Anna dà una botta alla figlia su una coscia. Sa d’essere ancora molto piacente, ma oramai fuori tempo massimo. L’orologio, corre. Si può sedurre il bottegaio, il coetaneo avvocato o commercialista, ma non il mondo, alla sua età….
L’occasione del casting potrebbe essere buona. Leo, poi…è una vecchia conoscenza. Tutto merito suo: Miss Muretto di Alassio, Salsomaggiore, sfilate in giro per l’Italia, pubblicità sulle tv locali, qualche servizio di moda, infine, purtroppo soltanto…sagre; con Giacomo che rompeva le balle. Due bambini e poi una vita a far la parrucchiera. Odore d’ammoniaca su per le narici per vent’anni. E lodarle poi, le rugose. Soddisfarle sempre, le perfide. Ringraziarle per la mancia a Natale.
La sala d’aspetto è gremita. Ragazze a gruppi, solitarie con il broncio e qualche mamma con la figlia. Anna guarda soprattutto le altre madri: dei cessi. Si chiede come possano avere messo al mondo certe bellezze, che tuttavia poi cambieranno, lo s’intuisce. Troppo rotonde di fianchi, capelli opachi e spenti, senza nerbo. La sua Sonia è qualcosa di più.
Si apre la porta, esce una ragazza in lacrime.
- Porco! Schifoso porco!
Nessuna reagisce, soltanto una biondina sembra imbarazzata e spaventata, ma abbassa gli occhi, si limita a cincischiare con i pupazzetti che pendono dallo zainetto.
Un’impassibile ragazza statuaria, dall’accento slavo, introduce Anna e Sonia nello studio. Un ufficio arredato in modo essenziale e spoglio: scrivania, manifesti d’attori e cantanti alle pareti azzurro polvere, poltroncine d’acciaio foderate di pelle grigia, pc, mobili per archivio.
Piante vere e finte sapientemente mescolate creano un effetto verde di sobria eleganza.
Anna e Sonia si siedono, ponendosi davanti al lucido scrittoio di cristallo.
- No, non lì, Leo vi aspetta di là.
Si apre una porta da cui si affaccia un uomo robusto. Giacca di lino chiaro stropicciato su camicia aperta e vissuta. Un sorriso gli illumina la faccia abbronzata, avanza allargando le braccia, mostrando l’alone beige di sudore ascellare. Capelli troppo scuri per i suoi 50 anni.
- Anna! Anna mia cara e mia bella! Anna mia dolcissima!
Effusioni.
La ragazza resta in disparte.
- Anna, fatti guardare! UNO SPLEN DO RE! Sempre più gnocca! Ma come fai! Come fai…?!
Anna fa un giro su stessa, accompagnata dalla mano di lui, che la fa ruotare alzandole il braccio sopra il capo. Anna piroetta ed infine lui l’attrae a sé. Leo si struscia ed Anna asseconda. Panza contro pancia lievemente lievitata con l’età ma accogliente. Sonia serra per contrasto la sua, soda, allenata dalla danza.
Gli occhi di Leo finalmente si posano su di lei, la squadrano, la spogliano, la valutano, si soffermano su quei fianchi un po’ abbondanti, ma di marmo. Su quel seno non molto grande ma invitante e poi, insomma, volendo, un bisturi…aggiusta le cose. La bocca è già carnosa di suo. Lo sguardo è docile, malizioso senza fatica alcuna. Offerto, senz’ombra di posa.
- Lasciatelo dire, Anna, hai fatto un capolavoro di figliola!
Sonia biondissima sorride, di un sorriso accennato, come di chi si degna ma, già seduta sul divano di velluto nero, per tutta risposta accavalla le gambe. Nel movimento lento mostra assai bene il tulle trasparente lì, sul pelo, anch’esso nero.
Raccontiaquattromani II edizione
APPUNTI
Fa ancora tanto caldo, anche dalle mie parti dove l'estate dura un soffio d'afa. Nelle ore più calde in casa o sdraiati da qualche parte all'aperto, o tranquilli in giardino se l'avete, potete scaricare e leggervi un e-book, tratto dal blog di Remo Bassini ,http://remobassini.wordpress.com/, Appunti, Direttore de "La Sesia" e giornalista/scrittore ( in proposito c'è nel mio blog la recensione de "Lo scommettitore", un suo romanzo).
Qualche tempo fa Remo lanciò un'idea tra i frequentatori del suo blog: abbinarsi e scrivere a quattro mani un racconto. Semplici coordinate ispiratrici: amore, vita, morte. Che cos'è d'altra parte l'esistenza?
Modalità libere. Stile, lo stesso. Unico vincolo: non superare le 5500 battute. Alcune coppie scriventi si conoscevano da tempo, altre a malapena avevano rapporti di rete, altre ancora le ha congiunte Remo stesso e così sia. Gli autori hanno scritto, pubblicato in forma anonima e poi votato i primi sei. A classifica fatta, Remo ha pubblicato i Raccontiaquattromani. Con copertina di Mario Bianco. Tutto gratis ed eccolo qui. Io ho già letto tutto fino alla nausea, perché ho seguito l'avventura ,perché vi ho partecipato.
L’E-BOOK DI RACCONTIAQUATTROMANI
(con copertina di Mario Bianco).
(e grazie a Orasesta che lo ha realizzato).
I primi sei trovateli da soli ( o cercateveli sul blog di Remo! :-)
Ma no, eccoli qui:
Naturalmente
Haynt
L'uomo che vendeva sogni
La neve che non c'era
Stella madre
Maria
...si finisce spesso per avere tra le mani quelle che sembrano le sorti del mondo, flirtando con la politica, che, grazie al potere, si permette ogni liceità e si vive come giocando d'azzardo ogni giorno, andando al rialzo in un contesto che può ignorare persino legge e morale, perché si ritiene al di sopra, dato che del potere di fare e disfare e la prima e la seconda si sente insignito a furor di popolo. A lungo andare il volere popolare sembra quasi un diritto divino, al di là del bene e del male. Tanto che ad un certo punto, il popolo lo si dimentica e la politica ed i suoi personaggi sembrano brillare di luce propria e non acquisita per merito del consenso della gente.
Si gioca con immagine e popolarità, si manovra il voto come le sorti d'un luogo e delle sue persone, fino a rendere la propria vita una commedia, in cui non c'è posto neppure per l'amore ma per la sua farsa in grande stile e compare nel romanzo anche un'amante squillo, sì, ma molto discreta...perché chi d'indiscrezione vive, è pago poi della sua vita ai confini della realtà comune, in cui, però ad un certo punto, si può precipitare ed il protagonista di " Lo scommettitore" di Remo Bassini, si trova a bagno nella vita, vera, di chi deve arrangiarsi per sopravvivere, nella realtà dell'abbandono e della malattia, della consapevolezza che, in età adulta, quel che, alla fin fine, sappiamo fare e potrebbe sfamarci oltre al nostro lavoro...è veramente ben poco ed è squallido e si può aver bisogno di quel popolo minuto di cui si sono sempre e deliberatamente ignorati esigenze,sentimenti e minuterie quotidiane.
Marco Travaglio dice, di questo romanzo: Bassini riesce a trasfigurare le nostre zozzerie in forma di romanzo ed aiuta a respirare e a vivere meglio.
E' ambientato in un mondo circoscritto ma che conosco bene, questo realistico romanzo, nella politica provinciale quanto truffaldina, che è soltanto uno spaccato di quel che possiamo immaginare a livello più ampio, dove l'attività politica è cosa per geni dell'economia e della filosofia lungimirante circondata dagli affari di avidi equilibristi del potere e, a servire gli uni e gli altri, figure più o meno losche che s'occupano di far emergere o insabbiare, di scatenare tempeste come di sedarle. Per essere, giunti allo stremo delle forze, a volte dei perdenti ,che hanno tuttavia riguadagnato la libertà dalla menzogna forzata.
" Dieci euro. E neanche tanto tempo fa. Un anno e qualche mese. Per lui era normale lasciare dieci euro di mancia al ristorante. Ora invece con dieci euro ci campava. In un discount aveva fatto la spesa come minimo per due giorni ..." Cerca di recuperare la sigaretta caduta a terra, sa di non potersene permettere altre, ma non ci riesce.
" Morirò schizzinoso", pensò.
POSSIBILI LAVORI
il commesso
l'aiutante in un distributore di benzina
la maschera in un cinematografo
l'autista per piccoli trasporti
il lavapiatti
il portiere di notte
l'imbianchino
il fattorino
pulizia cantine
pulizia scale condomini
Da VALUTARE
fare le pulizie dove ci sono cessi
Da EVITARE
Prostituirmi con donne anziane
Lavorare per avvocati o investigatori
Chiedere l'elemosina
QUESTA ESTATE
Vendere bibite e panini a turisti
Vendita bibite a chi prende il sole al fiume
IDEE
Portare in giro i cani di altri ( se mordono?)
Insomma, dopo aver manovrato il manovrabile ciò sembra impossibile, ma provate Voi a stendere la Vostra personale lista se da un giorno all'altro Vi fosse in qualsiasi modo interdetta l'unica cosa che sapete fare.
E' lo sgomento.

Sto leggendo come balsamo, sto infatti lavorando in modo frenetico e poco gratificante e ho bisogno di distrarmi con sentimento, per cui accantono per un po' " L'impero di Cindia", pur trovandolo molto interessante ( ma impegnativo ) e mi butto su un romanzo.
E' " Lo scommettitore", di Remo Bassini, che sta a destra, linkato "Appunti".
Vedremo se, dopo la lettura e la relativa recensione, saremo ancora in buoni rapporti :-)))
Caro Remo,
sono a pag. 16, ma per ora non ti dico niente. Anche io penso che le merendine siano fantastiche, conservanti compresi.
Ciao
P.S.
Se non mi piacesse il romanzo guarda che poi te lo dico, ehhhh!!! :-)