La "purtiera" nel mio dialetto non è quella dell'auto, è la portinaia. Una figura solitamente impicciona e pigra, che è tuttavia sparita dalla maggioranza delle case. Sopravvive in qualche lussuoso caseggiato. Forse. Dalle mie parti i ricchi veri stanno in villa e le abitazioni lussuose del centro sono piccole, solitamente. I rari palazzi chic difficilmente hanno portineria. E' passata di moda. Era un costo.
Ne "L'eleganza del riccio", di Muriel Barbery, che qui presento con le letture in corso, ovvero "Luisito" di Susanna Tamaro e "Lune nere" di Evagelisti/Ferrucci, Renée è una portinaia parigina, che vive e lavora nella guardiola di uno stabile di lusso. E' vedova, grassa e sciatta e non per l'età e le vicissitudini: quasi di natura. Mai stata bella, ma sempre stata povera, Renée ha vissuto un'esistenza grigia, della bella sorella ha visto l'orgoglio ferito di ragazza del popolo speranzosa e vanitosa sedotta e abbandonata, dell'amore ha sperimentato l'adattamento affettuoso ad un uomo semplice e saggio che la scelse a suo tempo per comodità ( e rispetto reciproco dei limiti).E non figli, ma gatti.

Come sopravvivere alla condanna d'una nascita senza futuro e un corpo infelice? In molti casi si sopravvive in modo sordido, avendo la fortuna d'una mente ottusa.
In altri si scalano le vette "impossibili" e si fa carriera ad ogni costo, perseguendo l'obiettivo individuato dal demone del successo, se dotati d'una mente fervida e brillante e altrettanto fortunata...
Renée è semplice, saggia e poco ambiziosa e coltiva l'animo, fortunosamente, invece.
Nel fondo della guardiola, l'oscura portinaia diviene un raro fiore di cactus, sbocciato alla magia dell'arte, della letteratura, della filosofia, della musica.
E' una mente eccelsa dai gusti raffinatissimi e di più, in un contesto parvenu di vita e lavoro che in fondo ignora e soprattutto la ignora. Finge di essere in tutto e per tutto quel che la società vuole che sia, una nullità esteriore ed interiore.
Renée è un'aristocratica dell'anima e sa riconoscere in persone e animali chi le somiglia.
Il finale non è scontato e la storia non si regge soltanto su di lei: c'è una meravigliosa donzella in crisi esistenziale, figlia d'un Ministro socialista e una signora isterica. C'è un elegante signore giapponese, dall'acuto udito e dal profondo sguardo che va fin nelle viscere. C'è una domestica portoghese che sa fare i dolci e il miglior the possibile. C'è un ragazzo "perso" e un vestito beige, che diventa prugna. C'è tutto l'imbarazzo della vita e della morte.
"L'eternità ci sfugge.
Nei giorni in cui tutte le credenze romantiche, politiche, intellettuali, metafisiche e morali che anni di istruzione ed educazione hanno tentato di imprimere in noi crollano sull'altare della nostra natura profonda, la società, territorio attraversato da grandi onde gerarchiche, affonda nel nulla del Senso. Fuori i poveri e i ricchi, i pensatori, i ricercatori, i potenti, gli schiavi, i buoni e i cattivi, i creativi e i coscienziosi, i sindacalisti e gli individualisti, i progressisti e i conservatori; non sono che ominidi primitivi i cui sorrisi e le cui smorfie, le andature e le acconciature, il linguaggio e i codici, inscritti nella mappa genetica del primate medio, significano solo questo: mantenere la posizione o morire."
Sublime, a mio parere.
E c'è chi si occupa d'attualità. Povero.
Non manca d'ironia. Fa sorridere e mi ha anche fatto piangere. Mica capita tutti i giorni. Ho pianto per Te, Renée, che neppure esisti.