Chi sono

Utente: flaviablog
Il 15 aprile 2006 il suo esordio su blog, comelarugiada, un blog evanescente, una scatola di pensieri che ancor oggi sopravvive in forma privata, nato nell'attesa di un intervento chirurgico. Nel febbraio 2007 nasce Carta scritta, per scrivere per diletto: racconti, recensioni, cronache. Per parlare di lettere ed immagini senza alcuna sovrastruttura ideologica. Questo è un blog ostinatamente in disparte e che non vuole essere di parte.

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giovedì, 11 giugno 2009

Mi sento


come dopo l'esame di maturità. Avevo avuto 60/60, per aver portato involontariamente, oltre ad italiano e storia, filosofia. A quei tempi  ( era il 1973) si portavano  agli orali  due materie, una a propria scelta e l'altra a discrezione della commissione. Chiesi italiano e filosofia ( la mia materia preferita in assoluto), ma mi diedero storia, oltre all'italiano. Avevo avuto un nove di italiano scritto ed un sette di latino ( ma era uno dei voti più alti ottenuti dalla classe) e la Commissione voleva verificare fino a che punto fossi preparata di una materia che non avessi scelto, per vedere se meritavo davvero il massimo.
Io, per conto mio, non volevo neanche più presentarmi all'esame ( m'avevano tolto filosofia!!!) orale, perché sono facile all'Aventino, se qualcuno mi "offende" veramente.Il membro interno strepitava: ma cooomeee! Non si fa così! Proprio Leeeiii ( era un prof che dava del lei agli studenti).
Insomma: mi misi un completino rosa pallido, pantaloni che per indossarli era necessario coricarsi sul letto e trattenere il fiato e magliettina con le manichine a sbuffo, sandaletti e borsa bianchi e andai a scuola, dopo aver ripassato tutta storia in poche notti fresche (eravamo a luglio).
Arrivai lì, con il mio fisico sottile, i capelli fino al sedere, gli occhi truccatissimi e le unghie lunghe così ( ero disarmante, nell'allontanare da me qualsiasi atteggiamento binettiano )e portai tre materie. 60/60 e bacio accademico, come all'Università ,del Presidente della Commissione ( un prof universitario genovese, che non reincontrai mai più, perché m'iscrissi a Torino al Magistero, scegliendo pedagogia ad indirizzo filosofico).
Ebbene: ci fu chi disse che ero delle stesse idee politiche del Presidente ( errore: era un destroide, individualista, mi consigliò di leggere Heidegger, nel mentre io facevo parte del Movimento studentesco ed ero rappresentante di classe, anarcocollettivista a modo mio); qualcuno insinuò che fosse il mio papy ( per usare termini odierni), quando io ero timida, fedelissima al morosetto da un anno e mezzo e persino vergine;quanto al morosetto...s'eclissò. Alla mia telefonata gioiosa rispose: " e chi la tiene più questa"!

Mi lasciò per una commessa, che da adulta  ebbe poi un sederone ( e seno scarso),  alta un metro e un tappo di gazzosa,per il quale per fargli il giro intorno era necessaria la bicicletta e che lo fece anche cornuto ( sposò un altro). Anch'io però, poi, tra un errore ed un passo falso, mi fidanzai con tutt'altra persona.

E così continua.
Scrivi un libro? T'arriva addosso molta stima, degli incoraggiamenti ad andare avanti, voglia di fare, complimenti.
Nel contempo l'invidia si taglia con il coltello, piovono insinuazioni e gli uomini s'arroccano.

Che dire? Ho nuovamente 18 anni.


postato da: flaviablog alle ore 22:30 | link | commenti (13)
categorie: amore, ricordi, vita, uomini, scrittura, valori, attualità
lunedì, 08 giugno 2009

Previsioni elettorali

della Signorina? Azzeccatissime.Chi vorrebbe il bipartitismo, più che il bipolarismo, dimentica di essere popolare popolare popolare, perché è intento ad essere troppo snob troppo snob troppo snob oppure banale e volgare volgare e banale.

E intanto vincono Di Pietro e la Lega.
E l'UDC? Daghela avanti un passo!

postato da: flaviablog alle ore 10:47 | link | commenti (14)
categorie: attualità
sabato, 06 giugno 2009

6 giugno 1944


Qui è là si parla e sparla d'identità europea, ebbene, un Presidente USA è tornato sul luogo dove iniziò quella più attuale, moderna e completa.Chi se ne andò tempo prima, tornava. Rendeva merito, dava ciò che, partendo, aveva tolto alla sua terra d'origine ed alle sue radici. Chi parte, chi emigra ha un debito costante, perenne, duplice. Uno con il luogo che lascia, che spesso ha soltanto il difetto d'essere povero, ma a volte solamente perché tra le mani di chi non lo sa amministrare ed uno con il posto che raggiunge, che lo può accogliere o respingere o entrambe le cose, perché anche l'amorevole accoglienza si deve *meritare* ,perché non sembri o peggio, risulti nei fatti, aggressione. Il 6 giugno 1944 Europei emigrati, persino generazioni prima, tornavano a restituire a quella povera Patria un'identità che c'è chi vuol negare, come se non fosse, quest'Europa, culla di civiltà costruita con fatica e bagnata di sangue. E' con piacere che ho visto Obama ricordare. E' in silenzio che ricordo e rispetto chi diede la vita, con i partigiani locali, perché l'Europa potesse rialzare la testa e tornare a riappropriarsi della propria bellezza naturale ed artistica, filosofica e letteraria.
L'Europa è figlia del Cristianesimo e dell'Illuminismo, del seme della bontà spirituale e dall'acume della razionalità. L'Europa è figlia del marxismo e dell'individualismo anarchico. Della convergenza e della divergenza ,che insieme creano armonie a volte dissonanti e nell'insieme costituiscono profonda ricchezza. La persona s'annulla nel sociale, ma è la società a tenere in seno la persona ed il movimento è dolce.
Europa storia di popoli. Di alcuni molto si legge e si studia, d'altri poco si sa. I Celti ad esempio, che pure dilagarono ed avvolsero buona parte del nostro territorio, che nostro resta.

Grazie, anche, a chi un giorno sbarcò, in Normandia.




postato da: flaviablog alle ore 14:10 | link | commenti (2)
categorie: storia, europa, attualità, identità
lunedì, 04 maggio 2009

Sono razzista?


 Sabato, in viaggio verso Torino, per accordi per la presentazione del libro e per visitare il Museo Egizio nel nuovo allestimento, mi sono portata non "La casa del Comandante" di Valerio Varesi, che sto leggendo e che amo per le sue atmosfere nebbiose, della Bassa padana e per i suoi spaccati amorevoli o crudi, ma Bruno Morchio: " Maccaia", anche se era curioso leggere di Liguria in giallo, una volta tanto che vado in direzione opposta. Il romanzo inizia con la descrizione d'un caffè che sale e gorgoglia di primo mattino da sentirlo già in bocca, in gola, aspirando a piene narici uno dei profumi più invitanti esistenti...procedendo nella lettura però leggo che Bacci Pagano, l'investigatore di Morchio, ha un solo accappatoio, rosso ed in quel capo si sono avvicendate donne diverse come s'addice, nella narrativa e soltanto in quella,perché nella realtà credo che le cose siano molto più limitate e meno teatrali e negli accappatoi si muova il single, da solo appunto, con qualche rara escursione del capo in compagnia femminile, se non c'è più che una fidanzata, perché, diciamocelo, se uno non è più che bellissimo o ha il portafogli a fisarmonica, il suo accappatoio resta appeso al chiodo, come il trombone in disuso di zio Paperone...

Insomma: in quello di Bacci Pagano ci entra e ci esce velocemente tanta roba femminile disponibile, e la colf guarda e non commenta ( è il suo lavoro, tacere con il padrone per poi sparlarne in giro, ovvio). La colf invece, bellissima donna di colore, che fa? Chiede al nostro se porta mutande e poi, scoprendo che non lo fa, si serve.
Nel più ovvio rituale sulla serva, insomma.

Cosa che sottolinea lo scarso rispetto per la categoria delle donne di servizio, ma sorvoliamo.
O meglio: qui ci fermiamo. Bacci Pagano ( e non Bruno Morchio, non confondo lo scrittore con il personaggio) si fa tutto quello che gli piace compresa la colf di colore, con un certo gusto.
Mi chiedo: non è un aspetto dell'immigrazione da trascurare. La varietà dell'offerta sessuale. Non per nulla la prostituzione ha visto, in quest'ultimo decennio, ampliare l'offerta. In tutti i sensi.

Ebbene: mi si linci pure.
Io non sono attratta fisicamente da nessun uomo che non sia della mia etnia. Qualcosa mi trattiene. Paura della diversità, diffidenza, incapacità di rapportarmi a qualcuno di profondamente sconosciuto. Ciò non ha nulla a che fare con l'apprezzamento o meno dell'operato di chi non conosco. Parlo di sensazioni "a pelle". Io non necessito di sperimentare, devo *conoscere, stimare, apprezzare, capire*, di conseguenza nulla è più lontano da me come il vagheggiare possibili incontri sessuali con chi è differente per sembianze, pur essendo una donna che bada moltissimo al lato estetico maschile.
Temo un aspetto, maschile, che può far vedere con occhi diversi l'immigrazione selvaggia: una garanzia di varietà di scelta. Etnica, fisica, di mentalità, di soggezione, di povertà. Più donne, per potere esercitare maggiore potere e tornare a scegliere come non poteva da almeno un ventennio, grazie all'emancipazione delle donna locale.
E allora la cosa, mi spiace, ma non mi va. E Bacci Pagano per ora resta a pag. 20. Mi spiace.

postato da: flaviablog alle ore 10:03 | link | commenti (33)
categorie: donne, vita, uomini, attualità, morchio
sabato, 25 aprile 2009

25 aprile ( e domani 26!!!)

Un tempo a casa mia era festa grande. Mio padre "ci credeva". S'andava in gita, in tre, alla Benedicta, a rendere onore ai martiri partigiani. La mia terra e la mia famiglia aveva dato, in proposito. Se ne parla anche nel mio libro, di comunismo libertario e di confino ad Ustica. Si partiva, noi tre ed il cane, per arrampicarci per un luogo verde e punteggiato di fiori e con il cuore in gola si arrivava invece sul posto dell'eccidio, che era nell'insieme bello ed orribile. Esteticamente piacevole, in mezzo alla natura, superbo, a suo modo, come gradevole è la campagna tra Piemonte e Liguria. Nel significato,invece, atroce.Un cimitero colmo di morti prima d'essere defunti. La sofferenza faceva marcire un'aria diversamente buona. Ed ogni volta a mio padre si spegneva in volto la speranza. Il mondo che stava pian piano strutturandosi dopo la Seconda guerra mondiale, tolti gli entusiasmi della ricostruzione, era un coacervo di corrotti e corruttori. Chi era morto, in nero o in rosso, spesso un illuso in buona fede e non sempre neppure una brava persona. Spacconi in camicia nera contro disperati in camicia rossa. Guidati entrambi da rabbia e speranze umane, troppo umane. La ragione era a sinistra, ma tra i partigiani molti lottarono anche in nome di Cristo.
Insieme tuttavia di quest'Italia avrebbero fatto ben poco, se non fossero sbarcati gli Americani, che a sinistra si scrivevan con la kappa, fino a ieri o quasi. Calando un velo pietoso su Clinton e tirandogli su i calzoni, ora è Osanna Obama nell'alto dei cieli.
Che dire?
Tutti morti per amore, per necessità, per illusione.
A tutti una carezza, ma soltanto ai buoni.
Agli illusi più puliti.
Oggi credo che andrò al cimitero a trovare i miei, di illusi nella vita, a dir loro che, se non muoio in nottata, a 54 splendenti ci sono arrivata e devo aprire tutti i pacchetti dei regali ricevuti ( il compleanno è LA FESTA) e fare tra oggi e domani cose che mi piacciano davvero tanto, che abbiano *per me* un significato profondo, perché questa è la *mia* festa e null'altro conta, per chi ha riposto la sua causa nel Nulla, in mancanza di meglio.
Questo Paese avrebbe bisogno d'amore, come tutto e tutti. Questo Paese per sé stesso, per i SUOI, anche se sappiamo che vi comanda la mafia, equamente seduta a destra e a sinistra, spalmata su tutto il territorio nazionale, ma la gente, modesta e non intrallazzata, che s'arrabatta e campa come può c'è ancora, anche se pare non interessi a molti, in politica. GENTE ITALIANA.

postato da: flaviablog alle ore 13:25 | link | commenti (34)
categorie: amore, vita, storia, attualità
domenica, 08 febbraio 2009

La vita non è un valore astratto

La vita è concretezza. E' corpo e mente, è aprire gli occhi  ogni giorno ed avviare le attività fisiopsichiche che ognuno riempie di sé, del suo vissuto e del suo quotidiano. E' la risposta del corpo alle istanze della mente; è il soccorso della mente ai bisogni del corpo. Noi siamo carne,spirito compreso che questa fisicità attraversa. Che il corpo sia animato da qualcosa di trascendentale è pura speranza, o fine utopia, non entro nel merito dell'adesione o meno ad una fede. Certo è che, in misura variabile, è animato dal trascendente, che ci pone in empatia con ciò che di umano altrui ci perviene, tramite le notizie, e si fa strada nei meandri delle sensazioni e dei sentimenti.Il caso di Eluana Englaro è veicolo di riflessioni politiche e di azioni che scindono a mio parere l'istinto dalla ragione e questa stessa il personale dal politico.
Allora dico: la vita è concreta, la vita è nostra. Aggredita dal tempo e dai tempi, dalla genetica e dagli eventi, dalla natura e dagli incidenti, la vita è un possesso relativo, che più che appartenerci ci dice che le apparteniamo, in un rapporto precario d'amore.
Non è di nessuna religione.
Se è di Dio, è un dono.
Di un dono non dobbiamo chiedere che ne farà chi lo riceva.Dio stesso, dice chi crede, ci ha forniti di libero arbitrio, che è, tra le terrene, la più spirituale della facoltà.
17 anni di vita vegetativa non è vita, per il soggetto, per chi le vive d'intorno, persino per quel personale medico e paramedico che potrebbero reindirizzare i loro sforzi, su chi può riacciuffare la vita o deve avviarsi alla morte.
Chi ha vissuto momenti di angoscia per la propria salute, o per quella altrui, ha testato la sofferenza e l'incertezza. Se prende vivo il desiderio di uscirne, altrettanto duro è lo sconforto quando pare tutto irreversibile.
Non è smettere con l'accanimento terapeutico che la concretezza della vita ( e della vitalità ) hanno bisogno, ma del suicidio assistito, ché la palpitante realtà del nostro (povero) corpo è tale se degna d'essere  consapevole della sua bellezza e del suo piacere esistenziale. Se deve invece quotidianamente convivere con il dolore, sia fatta salva la dignità dello stesso, che  almeno  non ponga la persona ad un livello più basso della propria coscienza di sé.
Ieri per Welby, oggi per Englaro dico che la vita non è un valore da conservare a tutti i costi come un oggetto e men che mai come un valore astratto, anche perché il *valore* nell'astrazione non esiste. Non è concettuale di per sé, è il concetto stesso ad essere inverato dalla concretezza dell'esistere.
Se mi si taccia di materialismo filosofico, farò ricorso ad un pensiero che con materialismo ( o, per contro, esistenzialismo) non ha legame alcuno.
Vita e morte non sono formalismi linguistici.Le semplici relazioni deduttive non sono l'unico genere da considerarsi se vogliamo intendere le operazioni logiche del linguaggio. Dobbiamo pensare secondo un numero di dimensioni assai maggiore che quelle d'implicanza e di contraddizione, ed usare strumenti di analisi al di là da quelli che appartengono alla logica formale ( Strawson). Vita e morte non sono da porre in antagonisno, ci permeano. L'una fluisce nell'altra e bisogna essere in grado di riconoscere quando l'una prevale sull'altra in modo netto e lasciare che qualcuno decida per sé o per chi ama di farla finita.

postato da: flaviablog alle ore 13:53 | link | commenti (36)
categorie: vita, morte, attualità, welby, englaro, strawson
sabato, 31 gennaio 2009

In punta di spina

Ancora una volta non offrirò spunti di leggerezza, perché nei commenti ad un post sul "caso Paoli" c'è questo, che non mi pare poca cosa tale da restare in coda al dipanarsi di riflessioni profonde e/o  cazzeggio, poi prometto che passo a cose più frivole e racconto quello che ha fatto La Signorina del Venerdì :-)

Torno qui perché poco fa ho avuto un flash pazzesco di una cosa che avevo completamente dimenticato e che mi è stata risvegliata dal commento 30 di flavia! Qualche anno fa una notte fui pesantemente molestata da un vecchio su un autobus, eravamo soli e lui oltre a baciarmi sulla bocca mi strinse fortissimo contro di sé e con l'altra mano prese la mia povera mano e se la mise tra le gambe costringendomi a toccarlo; io non riuscivo a reagire bene perché, primo, lui mi ha morso fortissimo il labbro facendomelo sanguinare (per circa una settimana sono andata poi in giro col labbro inferiore gonfio come un canotto!) e poi, a parte il fatto che sul momento mi ero semiparalizzata per la paura, la parte di me non paralizzata esitava a respingerlo per il terrore che cadesse e battesse la testa (essendo vecchio, per quanto forte, poteva farsi male o magari morire e non lo volevo sulla coscienza...). Be', per farla breve a un certo punto sono riuscita a liberarmi, a scendere e a scappare. Obiettivamente non era successo poi niente di gravissimo, ma io tremavo come una foglia, perdevo sangue dal labbro, mi sentivo un po' sotto shock e in più mi vergognavo (non so perché ma mi sentivo in colpa io). Be', quel che mi è tornato in mente è che quando sconvolta chiamai il mio fidanzato e lui corse da me... dopo essersi fatto spiegare la cosa e avermi consolata... restò un attimo in silenzio e mi chiese candidamente (con sincera curiosità), cosa avevo sentito quando il vecchio mi ha messo la mano lì... cioè il mio fidanzato con me col labbro sanguinante e in preda a un tremito convulso si interrogava sulle dimensioni del vecchio e sembrava quasi ammirarlo perché alla sua età, nonostante tutto... Mi sono sentita così arrabbiata, disperata e tradita che sono scappata via anche da lui... mi son messa a correre per strada piangendo e alla fine ho chiamato mio padre, sant'uomo ;-) Quella curiosità del mio (ex) fidanzato sembra avvalorare la tesi del #30... ovviamente non vale per tutti gli uomini.

Il mio commento#30
era il seguente:

non per dire...anche soltanto su questo blog, gli interventi maschili si sono divisi equamente tra pro e contro, nel mentre le donne tutte si sono dimostrate critiche. Mi pare che gli uomini, quando si parli di sesso, riescano a vederne soltanto l'aspetto ludico, come se dall'altra parte (femminile) fosse sempre la stessa cosa. Ho letto ancor recentemente su un blog la citazione di un Fenoglio che dice di sentire l'arrivo della vecchiaia, perché all'improvviso si sente attratto dalle sedicenni.Sincero, per carità, ma io, che non sono vecchia:-) se vedo un sedicenne lo considero un bambino. Non provo nessunissima attrazione nei suoi confronti, semmai l'opposto.Diventerei severa se mi accorgessi d'essere anche vagamente oggetto di attenzione. Ne sarei scandalizzata.
Insomma: mi chiedo se la pulsione maschile sia talmente poco selettiva da essere poco turbata dalle considerazioni morali.

Insomma: io ho come l'impressione che il maschio consideri l'atto sessuale una pratica *piacevole* per eccellenza, se non è accompagnata da percosse e segni di plateale umiliazione. Ciò mi fa inorridire. Il corpo è un tempio, se ne offre la vista e l'ingresso agli iniziati, a meno che non si sia prostitute.
La componente dell'attrazione psicofisica è determinante in assoluto.Ciò che si può ambire con un uomo fa decisamente schifo con un altro, ma sembra non essere molto chiaro.

Ricordo da ragazzina, quando ci si lagna per una relazione finita, si fa spesso avanti quello che pensa che se c'è riuscito tizio, può esserci posto anche per caio.
E si becca una borsettata in faccia.
Tizio è TIZIO e Caio che vada, o gli accendi i testicoli con il dupont .
-)!

Diversamente l'atto sessuale è una gravissima violazione dell'intimità personale.

Non parliamo poi di chi non ha maturità e strumenti, neppure per capire che gli stia succedendo!!!


venerdì, 30 gennaio 2009

Giorgina Baldi

Una delle migliori penne della rete. La scovai anni fa, erano i primi tempi ... di blog, ancora Carta Scritta non era nato.Mi colpì la capacità incredibile di riassumere la settimana politica in uno scritto snello, implacabile, impietoso, ironico, sopra qualsiasi parte politica.M'innamorai della sua penna come di nessun'altra e per me resta insuperata.Lucida, disincantata, sarcastica. Una DEA a cui vorrei assomigliare, se ne fossi in grado.
Chi è Giorgina: un dirigente RAI Cultura, giornalista d'esperienza che vive nel giornalismo tra giornalisti. Si muove tra le notizie. Di queste è vissuta, ma sembra preferirle i suoi due cani e non potrei darle torto. Il blog di Giorgina affila la mia rabbia, risveglia la mia voglia di non cambiare e restare quella che non le manderà mai a dire a nessuno.

QUESTA è GIORGINA:

IL Papa: “internet, dono per l’umanità. Sia accessibile anche agli emarginati”

www.panchina.sfigato.it

 

In Brasile la modella Mariana Bridi de Costa 20 anni, bellissima è morta

colpita da un male terribile. I medici, nel tentativo di salvarle la vita,

le hanno amputato mani e piedi. Ipotesi: se Mariana, dopo l’amputazione,

avesse incontrato un dottor House qualsiasi  e l’avesse guarita, siamo sicuri

che, in nome della sacralità della vita, avrebbe voluto vivere ?

 

 

Dice Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli:”Dobbiamo recuperare

la guapperia nella misura in cui è orgoglio e generosità”. Cutolo infatti

è generoso con i  camorristi e orgogliosissimo.

 

Non c’è emergenza sicurezza, gli stupri sono in calo, le rapine pure.

“Servirebbe un soldato per ogni bella ragazza”, modesto appello

delle possibilità del Cavaliere.Lui è capace di tenerne due su ogni

ginocchio.

 

“ Che Guevara tradito da Castro su ordine dell’Urss”: parla Benigno,

uno dei tre sopravvissuti al commando in Bolivia.La storia ci ripensa,

il problema è come dirlo a Gianni Minà.

 

Marco Travaglio legge in pubblico il suo Vangelo, ossia sfoglia

l’archivio. Tangentopoli, Berlusconi, condanne, giustizia, manette,

15 anni di moralismo frugando nei faldoni dei tribunali.Un  viaggio

al termine della notte morale. L’alba lo trova  in compagnia di

Antonio e Cristiano di Pietro a commuoversi sul registro degli indagati.

 

 

Come nelle stampe dell’800 dove c’era sempre un negretto in turbante

che sbucava dietro ogni gentildonna e faceva tanto colonia,anche Papa

Ratzinger si adegua ai tempi e accanto a sé, nella benedizione della

domenica, mostra  una bambina eritrea. Rispetta apertamente la

parola di Gesù “lasciate che i bambini vengano a me”,però cautamente

segue le tendenze e si capisce che non teme di finire, magari involontariamente, 

anziché nel Regno dei Cieli, nello spot dell’insalata con il moretto del

 “trio leggerezza”.

 

Gioacchino Genchi  depositario di 578mila schede di intercettazioni

telefoniche, deve tenere molti potenti per le palle. “So molte cose

di tutti, anche del Cavaliere”, ogni tanto butta lì, come un sicario ingaggiato

dall’Onnipotente per far capire che ci potrebbe essere una catastrofe

 ma che tutto si sta già svolgendo partendo dal “dopo”.

 

 

Messaggio degli 007 occidentali “l’Iran ha finito l’uranio”.Secondo

le loro informazioni  Teheran avrebbe finito le scorte del minerale necessario

per portare avanti il programma nucleare militare. Contrordine dall’Iran:

Akmadinejad , senza nemmeno farsi la barba, fa sapere al mondo

di avere abbastanza uranio da incenerirci tutti. Hanno sentito Obama

dire sottovoce, al suo vice impietrito:”Ma dai, scherzava”.

 

Carla Bruni è andata a vendere il suo disco da Fabio Fazio-so.

 

Lo disse Pasolini “l’ aprire bocca per un artista è sempre scandaloso”.

Questo  solo per ricordare a Beppe Grillo che fa lingua in bocca

con Di Pietro come avesse a che fare, in realtà, non con un artista

della politica.

 

 

Per molti democratici Obama da afroamericano comincia ad essere

considerato” abbronzato”

 

Gino Paoli invecchiando peggiora.Ha cominciato cantando le puttane

sotto il cielo in una stanza e ha finito con Il pettirosso, la canzone che

parla di una bambina di 11 tanto buona da perdonare il suo

anziano violentatore. Ridateci Povia e lo stupore dei suoi

bambini che fanno ohhhh!

 

 

Iran, condannati a 6 e 3 anni due medici anti AIDS, colpevoli di

aver”cooperato con un paese straniero”partecipando a dei convegni

medici in Usa. Ma niente di grave:ognuno alla fine ha la pena che

si merita. Da noi i colpevoli di qualcosa sono così pochi  che non

si potrebbero nemmeno associare.

 

La medusa che vive all’infinito. Dicono gli esperti che “Infesterà tutti

gli oceani”.La Turritopsis nutricula, così si chiama, è capace di invertire

il proprio ciclo biologico. Un giochetto per Scapagnini, il medico

di Berlusconi.

 

Secondo il Pd, violati a Lampedusa i diritti dell’uomo. Scatta nella

cadenza degli appelli democratici un soprassalto contro quei diritti

violati. Poi l’urgenza della politica rientra con un piccolo sbadiglio,

di Prodi non si parla dice la passionaria Bindi, D’Alema seduce Hamas

solo con i baffetti,e a Lampedusa tornano l’estraneità e la lontananza.

 

E’ crollato il muro, è finita l’ideologia, non c’è più la guerra fredda,

c’è solo quella calda quasi dappertutto, si discute se sono guerre di

civiltà, o di religione,il terrorismo riscopre l’economia della peste.

Contro tutto questo c’è un solo deterrente: santa bomba.

 

Una casa giapponese ha lanciato sul mercato una serie di pupazzi ispirata

al presidente americano. L’Obama bambolotto ha l’armatura ed impugna

 una spada laser.Seconda incazzatura per Michelle  che già aveva dovuto

arrabbiarsi per due bambole che si chiamano come le figlie del Presidente,

 Sasha e Malia. Superate queste invadenti superficialità, i temi fondamentali

dell’era Obama d’oggi sembrano soprattutto quattro: la fiducia nel risveglio dal sogno americano,

gli abiti della first lady,la politica in maniche di camicia e l’offerta del dia

logo. Dell’era Bush è rimasto immutabile soltanto il nemico.

 

 

Con tutti gli animali che la Ventura si mette addosso in ogni occasione

si  potrebbe ripopolare le foreste di mezzo mondo. Mettendoci nella pelle

di ciascuna delle vittime,  visoni, zibellini, volpi vedremmo che era più

elegante della Simo. Grande confronto evidentemente, sia per la crudeltà,

sia per la cafoneria, sia per l’ineleganza.

 

Negazionismi: il lefebreviano Williamson sostiene che “l’Olocausto

È un’invenzione dell’Occidente”. Padre Floriano di Treviso attacca :

”Le camere a gas? L’unica cosa certa è che servivano per la disinfezione”.

A quando l’affermazione che Cristo è morto di freddo?

 

E’ il momento di Renato Soru. Padrone di Tiscali, miliardario, grande

difensore delle bellezze della Sardegna, proprietario dell’Unità, uomo

pieno di qualità e di fascino, potrebbe diventare il rivale di Berlusconi.

Con lui dividerebbe il conflitto d’interessi, ma vuoi mettere la classe?

Non beve, non suda, non racconta barzellette, non è mai stato sfiorato

dal gossip. Solo virtù e qualità, ma quando diventerà leader del Pd cosa

cazzo aggiungeranno?

 

Si celebra la giornata della memoria, ma il 12 per cento degli italiani

sarebbero antisemiti.Intanto a Roma circolano i volantini sindacali

per il boicottaggio dei negozi ebraici, in Catalogna viene cancellata

 la marcia della Shoah,in Francia negli ultimi giorni almeno 70 ebrei

sono stati aggrediti e picchiati, in Olanda il grido è” Hamas, Hamas,

gli ebrei nelle camere a gas”, uno riff terribile dice “ebrei nazisti”.

La smemoratezza: tanti cattivi esempi meriterebbero pure qualche

piccola attenzione in più.

 

L’ultima battaglia Renato Curcio la sta combattendo contro l’Inps. L’ex

fondatore delle Brigate Rosse vuole che gli sia riconosciuto il diritto alla

pensione. Dopo essere stato “sensibile alle foglie”, ora Curcio con l’età,

si affida alla sensibilità del destino che, oltre ad essere cinico e baro è

anche avaro.

 

Onorevoli pellegrini: 50 tra deputati e senatori hanno fatto la loro santa

trasferta a  Lourdes. Un’occasione per scoprire la bellezza del pentimento.

 

Al Gore dovrebbe ridare indietro il Nobel. Mentre insiste nel chiedere al

Congresso “azioni decisive contro il riscaldamento globale “a Washington

passeggiano i pinguini.

 

La Casa del grande fratello si surriscalda. Cristina sbatte le tette contro

le telecamere e non solo, le notti sono di fuoco tra Federica e Nicola,

di giorno Vanessa si avvinghia e bacia Alberto, Marco aspetta il suo turno.

“Ragazzi in camera”: nella casa del Grande Fratello in un clima da casa

chiusa è sperabile che se non fiorirà la virtù almeno si imponga un po’ di

educazione.

 


lunedì, 26 gennaio 2009

Complimenti( senz'acquisto) alla giornalista

Non è una recensione, perché sono andata alla presentazione di un libro della pur bravissima ( e bellissima) Ilaria Cavo e sono uscita dalla libreria con una copia de "Le città invisibili" di Calvino e non con il suo ultimo dossièr su donne violate o violente. La conferenza era stata organizzata da un'associazione femminile e credo patrocinata da un Assessorato, perché c'era in missione quasi ufficiale una donna della politica locale, presente a parlare di donne, cosa encomiabile, se già non si fosse  in odor di amministrative. La bella giornalista ( Porta a porta, Matrix) parlava delle donne della cronaca violentate, uccise, dimenticate, perché la donna violata ha un fascino limitatissimo. E' una vittima sacrificale d'interesse mediatico labile, passeggero, tenue. Conta più il carnefice della vittima. La fantasia morbosa e la curiosità inondano invece di luce le donne violente. Se belle, inoltre, sostiene la Cavo ( ligure, ha il cognome della mia mamma!:-), l'interesse intorno a loro si moltiplica, diventano sirene. Attraggono a sé in modo sublime l'attenzione del pubblico in un rapporto d'amore/odio ( che diviene vera e propria attrazione nel caso del sesso opposto, tanto che, nel corso dell'incontro, un'anziana ma sempre mordace e brillante giornalista de La Stampa ha tuonato: Erica uscirà affascinante cinquantenne e gli uomini si metteranno in fila per scoparsela!).
Perché?
Qualche presente ha tentato un'analisi, riconducibile a poche parole: il fascino del male. Il male incanta.

Dal coro delle presenti s'è tuttavia levata una protesta:
perché i giornalisti, cartacei e televisi danno tanta visibilità a questa gente? Parte del fascino bastardo è opera della tv e dei giornali. La Cavo ha risposto che non c'è offerta se non c'è domanda. Il cane si morde la coda. Una signora del pubblico allora ha detto:
-Il giornalismo, con la scusante dell'informazione,manca di etica. Non , ovviamente, quando dà notizie di prima mano, immediate. Dopo, quando contribuisce a montare il caso. Fa interviste, scrive e mostra, filma. Crea dei personaggi letterari.

Scrive la Cavo: Donato Bilancia mi ha raccontato i 17 omicidi e mi ha detto che, fuori di lì (dal penitenziario), se mai capitasse, ucciderebbe ancora. Con perfetta lucidità, come fece del resto uno dei mostri del Circeo.
Delle ragazze Erica o Amanda la Cavo dice: il carcere non potrà certo migliorarle, ma quando invoca l'attenuante della minore età per Erica, la giornalista di vecchia esperienza (ri)tuona:
- Sciocchezze! La minore età non è una scusante, semmai il contrario! Mostro era e mostro è e mostro sarà! Il male esiste! Il buonismo non lo vuole vedere!

La penso come lei. Hai voglia a versare il rhum, ma uno stronzo non diventa un babà. Ecco che cosa ha perso di vista la società in questi ultimi vent'anni: la differenza tra le due cose.

Di conseguenza ho ascoltato, ringraziato, ma il libro è rimasto dov'era. Non mi porto a casa la storia di nessuna. Né delle povere donne violate ( magari Paoli ci farà una canzone, probabilmente con una nenia triste, che la canzone più allegra che ha scritto sembra il lamento del gatto a cui s'è pestata la coda,spiegandomi se le donne uccise han perdonato, mentre il rivolo di sangue scendeva dalle labbra) né delle violente che, se lo sono state, ci sarà un motivo.

E allora sai che ti dico per farti dispetto, mia cara dark lady?
NON LO VOGLIO SAPERE. Cavoli tuoi, saprai tu perché. Ed io non spenderò un centesimo per saperlo.Per me non sei nessuno.Complimenti alla giornalista, ma cerchi di mangiare con qualche altra cosa e non su qualcuno a cui non si deve dare visibilità e risonanza. Fare indagini, tacere, buttare la chiave. Nessun contatto con il mondo esterno e considerazione nulla. La giustizia dovrebbe agire così. Invece il violento è una star. Vende le sue memorie.Ritorna nei romanzi  e nei racconti in qualità di protagonista.Non ce ne liberiamo più, perché che ci piaccia o no è un eroe dei nostri tempi di merda.




postato da: flaviablog alle ore 22:34 | link | commenti (15)
categorie: vita, matrix, stampa, biografie, saggio, splatter, attualità, cavo, porta a porta

Splatter

E' di moda da qualche anno in qua, la canzone di Paoli è un (timido?) esempio, che mi sento di attaccare da questo blog, ma che ne pensate del gusto per la lettura di tal fatta? Premetto che non leggo rosa, che ci vuol poco per me per trovare stucchevole un testo ( che può piacere, però, de gustibus...). Lo splatter invece è quasi diventato comune e ci sono scrittori capaci di produrre ben altro, che tuttavia assecondano una moda.
Ma è moda?
Girando per blog ( non mi fermo mai...) io ho trovato questo, da Alessio Brugnoli, che mi ha autorizzato a prelevare:


Che la letteratura debba limitarsi a raccontar fatterelli, a sostituire l'impegno contro il Nulla con un vago e superficiale impegno politico, per far contento l'editore ed il recensore di turno. Che eviti di trasformar la parola in profezia.

Che l'unico scopo sia di intrattenere, scrivere plot che registi ancor più privi di idee possano trasformare in film.

Ammettiamo questo: anche così, la letteratura italiana contemporanea è un fallimento. Per quanto i suoi scrittori faccian gli istrioni, non reggono il confronto con il divertimento che dona un banale telefilm americano.

Non è che chi scrive mira al facile soggetto per un film  di cassetta e null'altro? Vi capita di leggere roba senz'anima, ma con un po' di f...orme sbattute tra le pagine e schizzi di sangue ed altro ( disperati pittoreschi, dallo stupratore al drogato alla prostituta  all'omicida più o meno seriale ,messi lì a manetta, con leccatina finale di pietas)?

E magari critica Grisham o Cruz Smith o Ken Follett perché vendono e fanno cinema?

E' "roba commerciale"?

E soprattutto, "commerciale" è una brutta parola?

Splatter è peggio o meglio che intimista ed ammiccante come un diario?

Fa più danni il romanzo con un messaggio per il mondo ( che  intanto cambiano :-), sia mondo che messaggio) o questa roba che può diventare un film e portare in certe tasche un sacco di soldi con un po' di morte e la giusta dose di pietismo finale per salvare capra e cavoli?

Quanto il cinema, infine, ha fatto del bene o ha danneggiato la letteratura?


 




postato da: flaviablog alle ore 00:37 | link | commenti (15)
categorie: cinema, scrittura, splatter, attualità