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Utente: flaviablog
Il 15 aprile 2006 il suo esordio su blog, comelarugiada, un blog evanescente, una scatola di pensieri che ancor oggi sopravvive in forma privata, nato nell'attesa di un intervento chirurgico. Nel febbraio 2007 nasce Carta scritta, per scrivere per diletto: racconti, recensioni, cronache. Per parlare di lettere ed immagini senza alcuna sovrastruttura ideologica. Questo è un blog ostinatamente in disparte e che non vuole essere di parte.

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sabato, 08 agosto 2009

Aspettando i racconti d'estate, da Racconti a Quattro mani di Remo Bassini: Rossana Massa e Cristina Vezzoli

16. www.solitudiniaffollate.com
di Cristina Vezzoli e Rossana Massa

Rita Rospo torna a casa dall’ufficio e s’infelpa, raggruppa i capelli sparnegati con la pinza e accende il pc in sala riassumendosi sulla poltroncina. Sua mamma mette sul gas una puzza che mangeranno in una cena televisiva trista e muta. Rita Rospo ha un’età indefinibile, un culo grande come la sua tristezza, una scorta di merendine da rifugio antiatomico e si sente un cesso incrostato, un cesso d’autogrill prima delle pulizie, per la precisione. Ha deciso di chiamarsi Stellinaluminosa e aprire un blog: tutto rosa camper di Barbie. Stasera la sua casella è desertica. C’è solo un messaggio di barzellette.it del solito Avvocato. Lui la crede bella e disperata e ha la malsana idea che mandarle cose copincollate serva a farla sentir meglio. Purtroppo, no.

Studio legale del centro. L’Avvocato Zizza ha appena sgarbato con la sua vocina stridula la zelante segretaria. Lei sta pensando che il suo capo è brutto, con una pancia flaccida, pelato e pure tirchio ma gli dice a denti stretti certavvocatozzzizza, sbatte le ciglia e gira i tacchi sottili, incazzata nera. Lui si chiude irritato nella sua stanza, rialza la finestra del laptop e schiaccia invio col dito grassoccio. Ha appena pubblicato sul suo blog dei versi palpitanti segretamente scritti per lei, Stellinaluminosa, la Donna che magari un giorno riuscirà ad incontrare. Trilla il cellulare: è la moglie che gli blatera corrosiva una requisitoria infinita. Ci mancava pure la secchina isterica, rimpicciolita dall’età che avanza. Sospira guardando il blog di Stellinaluminosa (amore mio). Oh, c’è un commento di ieri notte: è Mammastanca.

Mammastanca cinguetta sul blog dell’Avvocato Zizza, perché spera di fare colpo, è separata, sta perdendo il lavoro ed ha due bambini piccoli da mantenere. Cerca insomma una storia per sistemarsi e usa il blog per cuccare, visto che non può uscire la sera. L’Avvocato è uno che potrebbe tranquillamente permettersi un’amante di categoria Povera Donna Indifesa e Maltrattata (io ti salverò). E’ disperata e cinica e non crede più nell’amore, ha superato la soglia dei 40.Ha tanto sonno, è tardi, ma accende per inerzia il suo scassato computer. Apre la posta e trova un messaggio di Pino, uno che le sta dietro da mesi ed è buonissimo ma palloso. Sospetta fortemente che sia anche povero, non gli risponderà. L’hanno usata tutti, adesso è l’ora della rivalsa: tocca a lei.

Pino Poverino ha perso sua moglie tre anni fa, era sfatta e maleodorante e non la amava da decenni, ma la solitudine è ancora peggio che averla nel letto, la solitudine è una lama arrugginita e lui non ha fatto l’antitetanica. Vive di pensione, con un cagnolino qualsiasi, molti libri, tanti rimpianti e in totale solitudine perché è piuttosto timido e introverso. Ha un blog dove riversa fiumi di parole e conta circa quattrocento amici virtuali che non ha mai conosciuto. Non ci spera, manda lettere d’amore perché adora la gentilezza. Se Pino Poverino morisse qualcuno commenterebbe: ci sei? Poi pian piano le visite al blog finirebbero. Poi niente.

Uno dei quattrocento amici di Pino Poverino è Alterego Spurghi, una blogstar. E’ un ragazzotto sulla trentina, laureato, precario prima e disoccupato adesso. E’ depresso e non riesce a trovare lo slancio per trovare lavoro, sta tutto il giorno in internet dove ha aperto un blog di controinformazione giornalistica para professionale. Scrive bene e si sente un fallito perché sa di scrivere bene. Sul web appare come un uomo dai mille impegni, si vergogna a dover ammettere che il massimo sforzo che fa è andare al discount a fare scorta di bottiglie. Beve molto, Alterego. Accende il suo pc per non pensare che anche oggi non ha combinato niente e il suo talento si sta sciogliendo come ghiaccio nel suo gin scadente, ma sfoggia un avatar del Che e fomenta la rivoluzione sempiterna, paladino di tutti gli oppressi.

Lo scrittore PierMaria Ciccioli, invece, è un uomo di successo. Ha una vita intensa, anche se inquieta. Non scrive più perché ha perso da un sacco di tempo la vena creativa, ma ha trovato la soluzione. Copia dai blog e spaccia per sua la roba scritta da sfigati qualsiasi. Eccolo che entra nel suo studio: i tetti del centro storico lo distraggono, un ronzio d’aria condizionata precede il clic dell’accensione. Il notebook illumina d’azzurro il suo viso intriso di cultura e saggezza. Infila un cd e ascolta intenerito la vecchia melodia che gli ricorda la gioventù, gli anni difficili, gli inizi. Con fare sicuro copincolla la poesia dell’Avvocato, l’ultimo post di Pino, il commento di Mammastanca e la recensione di un romanzo che Alterego ha appena inserito nel suo blog. Li ammucchia in un documento word, fa un veloce editing e spedisce alla rivista prestigiosa, dove redige una celebre rubrica settimanale dal titolo “la solitudine dello scrittore”. Non guarda la posta, ha spento i suoi cellulari, si è raccomandato con la segretaria di non ricevere nessuno: non ha tempo per gli scocciatori. Oggi lavora.

mercoledì, 22 aprile 2009

Le donne hanno bisogno di una moglie

Vado, di solito, alle presentazioni di libri ed alle conferenze, nonostante il cazzeggio abituale su facebook, credo sia noto ai più che sono più cerebrale che altro. Ebbene: gli uomini oratori, che siano scrittori o politici hanno spesso uno sguardo portante ed adorante che li sostiene. Un sospensorio fatto in forma umana. Un'amorevole presenza consolatrice. Un'ombra che rende loro la vita prosaica piana, perché l'artista ed il pensatore possa dedicarsi al lavoro ed alla sua confezione. Se lui parla lei se ne bea, seduta di fronte e quasi timorosa che, in platea, ci sia qualcuna altrettanto innamorata dell'abilità o della prosopopea di siffatto genio della comunicazione ed altro.
Alle donne non succede mai. Vanno a parlare sole.
Presentano libri sole.
Se va loro bene il marito è a lavorare.
Hanno un'amica di sostegno o salvataggio, a volte.
S'aggrappano con lo sguardo a chi sorride loro, o mettono il pilota automatico e sorridono, loro, a tutti e a nessuno.
Le donne, dietro, hanno il vuoto.
Le donne avrebbero bisogno di tornare a casa e trovare letto fatto e cibo pronto. Avrebbero necessità d'entusiasmo, di qualcuno che dica loro SEI LA MIGLIORE, anche se è vero così così. C'è la mamma al massimo,che si presenta in questa foggia.
La differenza è che morta una mamma, un uomo se ne fa un'altra, ed a volte ne mantiene due in contemporanea, quella che gli ha dato i natali e chi se l'è sposato. Gli uomini passano dalla mamma che allatta a quella che tromba e noi, invece,ci stringiamo le spalle o, quiete, ci affidiamo alla gente.

postato da: flaviablog alle ore 09:45 | link | commenti (18)
categorie: donne, appunti, uomini, scrittura, affetto
mercoledì, 27 agosto 2008

Via Crucis (aspettando settembre) VIII stazione

Fa ancora tanto caldo, anche dalle mie parti dove l'estate dura un soffio d'afa. Nelle ore più calde in casa o sdraiati da qualche parte all'aperto, o tranquilli in giardino se l'avete, potete scaricare e leggervi un e-book, tratto dal blog di Remo Bassini ,http://remobassini.wordpress.com/, Appunti, Direttore de "La Sesia" e giornalista/scrittore ( in proposito c'è nel mio blog la recensione de "Lo scommettitore", un suo romanzo).

Qualche tempo fa Remo lanciò un'idea tra i frequentatori del suo blog: abbinarsi e scrivere a quattro mani un racconto. Semplici coordinate ispiratrici: amore, vita, morte. Che cos'è d'altra parte l'esistenza?

Modalità libere. Stile, lo stesso. Unico vincolo: non superare le 5500 battute. Alcune coppie scriventi si conoscevano da tempo, altre a malapena avevano rapporti di rete, altre ancora le ha congiunte Remo stesso e così sia. Gli autori hanno scritto, pubblicato in forma anonima e poi votato i primi sei. A classifica fatta, Remo ha pubblicato i Raccontiaquattromani. Con copertina di Mario Bianco. Tutto gratis ed eccolo qui. Io ho già letto tutto fino alla nausea, perché ho seguito l'avventura ,perché vi ho partecipato.


L’E-BOOK DI RACCONTIAQUATTROMANI
(con copertina di Mario Bianco).
(e grazie a Orasesta che lo ha realizzato).

I primi sei trovateli da soli ( o cercateveli sul blog di Remo! :-)

Ma no, eccoli qui:

Naturalmente

Haynt

L'uomo che vendeva sogni

La neve che non c'era

Stella madre

Maria