Lo afferma un divulgatore scientifico come Piero Angela, pur affermando con chiarezza alcune "verità" biologiche, conservando però il dubbio e l'umorismo, con leggerezza. L'autore scrive questo libro : "T'amerò per sempre" , che ho acquistato nei Miti Mondadori, cercando di offrire una visione disincantata dell'attrazione tra uomo e donna, individuandone le fasi e le caratteristiche, chiedendo aiuto a psicoterapeuti, psichiatri e sessuologi, ma non limitandosi ad una visione meccanica delle cose.
Gli esseri animali ( non solo l'uomo) mettono in atto tutta una serie di comportamenti sociali non trascurabili. Guida tutto: innamoramento, unione, sesso, attaccamento, ma anche il suo opposto ( tradimento, abbandono) la volontà riproduttiva, la riproduzione appunto della specie, con particolare preoccupazione maschile.
La madre è certa di riprodursi, il padre deve mettere in atto tutta una serie di provvedimenti. La poligamia nasce dal desiderio di spargere il proprio seme, ma sussiste nel maschio una preoccupazione : pare che il 6% degli individui ( che sale al 10% nei Paesi molto "evoluti") non sia figlio del proprio padre anagrafico. Il maschio necessita di recintare il corpo femminile ( con il burqa come la clitoridectomia), di penalizzarlo o, al contrario, in una società in cui è reso seducente, a volte di controllare il tradimento pilotandolo ( gli scambisti ad esempio amano condurre il gioco, mal sopporterebbero un rapporto romantico e/o nascosto della propria donna con un altro partner), garantendosi uguale libertà.
L'attaccamento ha invece ragioni in parte chimiche ( i monogami produrrebbero ossitocina, che è l'ormone che la donna libera, ad esempio, attraverso il parto, per sviluppare attaccamento ad un cucciolo che, diversamente, non avrebbe possibilità di sopravvivere) e psichiche. Ci sono individui naturalmente portati a più relazioni ( nell'uomo l'istinto riproduttivo e nella donna la scelta del *miglior* partner ) ed altri che, per cause biologiche, sviluppano con il partner un legame profondo e inalterabile.
Qui incidono i fattori culturali.
Qui smettiamo di essere bestie e ci scegliamo per affinità sociali.
La natura, quanto alla riproduzione, opera già una sua selezione naturale. Crea sterilità ed omosessualità. Il compito di riprodurre la specie viene accordato al maschio dominante e maschi che non lo sono...si mettono da parte, con relativa sottomissione.
Piero Angela non disdegna i sentimenti e tra le sue pagine traspare la convinzione che esista un piano ...basso, dove riporre gli istinti ed un piano alto, dove metterli dopo averne fatto un'analisi intellettuale ed emotiva, dopo aver valutato l'impatto sociale delle nostre relazioni e la loro importanza nella nostra storia.
Non esclude dunque che ci si possa amare per sempre ( per alcuni per un "sempre" limitato dalla contingenza, dall'errore, dall'inesperienza o dalla stupidità e per altri con la sapienza di chi sa ben partire e ancor più costruire).
Mi sorge tuttavia un dubbio, ma intanto Piero Angela non assume mai l'atteggiamento (antiscientifico, tra l'altro) di chi pensa d'aver estrapolato un dogma...che dall'istinto riproduttivo invece alcuni di noi fuggano di continuo, perché all'istinto non è detto subentri il desiderio sociale ed emotivo di farsi carico della prole ( alcune speci infatti non lo fanno, si limitano a produrla).
Frequente, a suo dire, il tradimento maschile dopo la nascita d'un figlio, che allontana la donna assorbendone il tempo e il corpo ( psiche compresa), la qual cosa dovrebbe far pensare: all'uomo istintivamente piace seminare, ma non raccogliere personalmente i frutti, non è portato...all'agricoltura! Quanto alle donne, la fuga dal matrimonio, l'errore ripetitivo nella ricerca del partner potrebbero significare ciò che nella femmina si ammette (socialmente parlando) ancor meno: non nasce adatta alla coltivazione neanche lei...
Soltanto un partner costantemente innamorato per un amore che si specchia, potrebbe accontentare queste persone fondamentalmente narcisiste e/o bisognose d'attenzione specifica ed individuale. Un amore biunivoco, su cui convogliare la produzione ormonale dell'attaccamento.
Esistono coppie così. Simbiotiche.
Qualcuno potrebbe obiettare che se tutti fossero come loro...la specie non avrebbe possibilità di ricambio generazionale, ma in merito alle relazioni non riproduttive l'etologia, anche nel mondo animale, vede un'esigenza sociale marcata. La società più è complessa, più necessita di persone che, non riproducendosi, siano di supporto alla realtà esistente, non essendo impegnate nel futuribile.
Divorati i libricini senza infamia e senza lode citati nel post precedente, specie la narrativa, pomposa e svolazzante via da ogni appiglio reale l'una, aggrappata ad diario ciondolante d'avventure montane l'altro, con eccezione del Morselli, che merita invece decisamente maggior rispetto, continuo sulla strada dei saggi. Ne ho due, uno per mano, destinati uno a a momenti di più intensa concentrazione o a rilassati giochi del pensare, l'altro.
Così che leggo sul serio e con compostezza, il bel saggio " L'impero di Cindia" di Federico Rampini, Mondadori e sempre sul serio, ma con più leggerezza... il saggio di Piero Angela " Ti amerò per sempre, ovvero la scienza dell'amore", Miti Mondadori.
Il primo mi riporta in Oriente dove già mi aveva portato amabilmente Terzani con " Un indovino mi disse", con uno stile più freddo, meno romanzato ed autobiografico ( ma gli accenni al proprio passaggio non mancano) , ma non meno interessante.
Il secondo fa sempre onesta e gradevole divulgazione, per cui mi sento, in questo curioso trio...Rampini, Angela ed Io, in perfetta e serena compagnia.
Riflessioni in corso posterò di tanto in tanto sul blog di divagazioni pettegole a questo (blog) parallelo ( comelarugiada).