Resto ancora un tantino su Ajar. S.O.S. Benevoli è un'associazione umanitaria per alleviare le sofferenze del prossimo e accoglie anche telefonate di persone in varie difficoltà. La coordina Salomon Rubinstein, ricco re della confezione di sartoria ( pantaloni). Ebreo polacco più che benestante si ritira dagli affari ed assume una persona che vada di casa in casa a verificare gli appelli e portare direttamente aiuto, tal Jean , che accorre appunto in soccorso di una signorina sessantacinquenne : Cora Lamenaire,che scopre amica antica di Salomon. Cora è vivace, briosa, ma nasconde una malinconia profonda e un attaccamento morboso ad un passato brillante, una donna "oltraggiata dagli anni", che lo accoglie cantandogli così:
Il avait un air très doux
des yeux réveurs un peu fous
aux lueurs étranges
comme bien des gars du nord
dans les cheveux un peu d'or
un sourire d'ange.
Jean diventerà un po' perché ne subisce il fascino, un po' per galanteria, un po' per compassione, l'amante di Cora, ma la riporterà lentamente e sottilmente a Salomone Re dei pantaloni e gliela restituirà. Lui, in fondo, nel far il benevolo filantropo manca d'una compagna ( l'amore offerto vago al prossimo è una sublimazione d'un carente amore personale); lei, anche se rivive ebbrezze prima sopite con un amante giovane, non è ciò che vuole dalla vita.
Nell'ultimo capitolo Re Salomone ha una cravatta a farfalla azzurra a pallini gialli, cappello inclinato sull'orecchio e al braccio la signorina Cora, che stringe al petto un mazzo di fiori di tutti i colori, in partenza in treno ( wagon lit) per la Costa Azzurra, destinazione Nizza.
Jeannot si farà una famiglia e si curerà d'affari, per essere, come in fondo è, come gli altri personaggi del romanzo, non un fantasma, ma un uomo, che ha bisogno di concretezza .
Che cos'è un fantasma, secondo Ajar ( in questo romanzo ottimista quanto il suo personaggio principale)? Fantasma : sforzo d'immaginazione col quale l'io cerca di sottrarsi alla realtà. Ed è infelice, ma che fa l'uomo felice?
"Quando sei felice, ma proprio quello che si dice felice, allora hai più paura, perché non ci sei abituato".
Il Re Salomone tuttavia è angosciato *prima* di ritrovare la felicità personale. In Cora.
Il Romanzo è " L'angoscia del Re Salomone" di E.Ajar, Rizzoli
Uno scrittore che ho molto amato, Emile Ajar, che la sua patria adottiva ha riconosciuto tardivamente, ha l'incanto della verità drammatica dell'amore intensamente vissuto dai soggetti "implicati", che appare nel suo aspetto mostruoso agli occhi disincantati altrui. Tanto che lo scrittore fece una fine simile a quella dei suoi sensibili e tragici personaggi, si uccise dopo la morte della seconda moglie, l'attrice Jean Seberg,
che qualcuno ricorderà, suicidatasi dopo il divorzio, l'anno prima che lui la raggiungesse ( chiarendo che la sua morte non aveva nessun legame con quella dell'ex moglie, ma...chissà!). Un uomo in ogni caso realizzato, nella vita. Scrittore, ma anche diplomatico, musicista, regista cinematografico. Il romanzo che ebbe maggiore popolarità ( portato sul grande schermo da Simone Signoret) fu "La vita davanti a sé", struggente e terribile storia, che narra d'un bambino che s'affeziona ed un'anziana ( ed un po' laida) pensionante, perché non ha nessuno ( tanto che è affezionato ad un pupazzo costruito con un ombrello, le parapluie Arthur ) e quando lei muore cerca di conservarne il cadavere come può, per non abbandonarlo ed esserne abbandonato, fino a pensare di poter morirgli accanto. La imbelletta, la profuma e aspetta la fine. Lei è una ex-prostituta che funge da balia e governante ai figli delle colleghe in attività, per denaro.Una figura non materna, ma costretta ad una maternità di ripiego per mantenersi. Per Momo, tuttavia, trattasi dell'unica figura materna che gli vive attorno, se non accanto e a quel simulacro materno dà tutto l'amore che può fino a non avere più il senso della realtà. La Francia, piegata dal consenso popolare ( aveva emarginato lo scrittore Ajar come gollista...) gli assegnò il premio Goncourt, che lui non ritirò.
Due a zero per Ajar contro la Francia.
Il romanzo di cui voglio scrivere tuttavia, è precedente.

" Cocco mio" è la storia d'un modesto impiegato francese, parigino, solo nella metropoli, che dopo aver tentato invano d'affezionarsi alle persone ( sarà che le sceglie sbagliate), decide di donare tutto il suo affetto a un pitone, che gli si avvolge intorno in un abbraccio che non lo fa sentire una nullità. Il pitone ha un nome consono: Coccolone. Mangia prede vive, ma la prima, un porcellino d'India, è talmente carina, che il nostro la battezza Biondina e la conserva ben lontana dal pitone.
Frequenta le prostitute, non avendo una fidanzata, ma portando loro mazzi di violette, ma quelle pensano soltanto a far bene il loro lavoro e gli fanno per bene un bidet, prima di iniziarlo con dovizia professionale. Lui vuole tenerezza e quelle restano stupite.
Egli protesta:
" Ma bisogna metterci un po' di cuore, merda!"
"Un po' di...?
" Non basta lavare il culo a uno ! " urlai " e poi ci hai messo dentro troppo sapone! Un tempo i bordelli, in Francia, eran chiamate "case d'illusione"!"
Lei non capirà. E' la macchina perfetta per lo squallore a cui è abituata.C'è tuttavia una collega di colore che lo sa capire ed egli le chiederà di sposarlo , ma lei rifiuterà, rivelandogli di essere, a sua volta, una prostituta, dicendogli, con questa motivazione:
"...quando mi pagano so di avere un valore. Quante donne che sanno di valere veramente qualcosa si fanno veramente pagare?La maggior parte lo fa per niente, si prostituisce, si spreca. Si dà per niente, come se non valesse niente. E' una cosa vera e onesta il denaro, non mente mai, è lì, nero su bianco. Ecco perché ha tanti nemici."
Una lezione per le donne "emancipate", che credono che la libertà sessuale abbia reso loro un favore.
L'impiegato resterà solo, regalerà il pitone allo zoo e prenderà a dormire raggomitolato su se stesso, non prima d'aver ingoiato tre topi. Vivi. Avendone a basta, dell'umano...
Per poco non mangia persino Biondina, poi l'affetto prende il sopravvento.
Romanzo grottesco della solitudine e della scarsa umanità ...dell'umanità.
Soggetto caro ad Ajar e che si ripete, si ripete..