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Utente: flaviablog
Il 15 aprile 2006 il suo esordio su blog, comelarugiada, un blog evanescente, una scatola di pensieri che ancor oggi sopravvive in forma privata, nato nell'attesa di un intervento chirurgico. Nel febbraio 2007 nasce Carta scritta, per scrivere per diletto: racconti, recensioni, cronache. Per parlare di lettere ed immagini senza alcuna sovrastruttura ideologica. Questo è un blog ostinatamente in disparte e che non vuole essere di parte.

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venerdì, 06 novembre 2009

Cristo, patrimonio dell'umanità

cristo morto
Perché non è esclusivo "possesso" ecclesiastico, perché permea il marxismo coniugato all'italiana, perché ha stemperato la rivoluzione violenta nel riformismo, perché anche i comunisti in Italia spesso si sposano in chiesa e battezzano i figli o accompagnano  i defunti dalla chiesa all'ultima dimora. Fa parte di quell'esecrabile buonismo che ha fatto coniare il termine "cattomunista" ( lo sono stata, errore di gioventù) ma ha avvalorato la vita italiana di quei valori etici che si ritrovano trasversalmente alle posizioni politiche, da destra  a sinistra passando per un immortale  quanto aleatorio centro ( al quale l'Italia spesso pare voler convergere, memore della dittatura fascista),perché rappresenta una filosofia di vita sinceramente preferibile ad ogni vano e vago atteggiamento libertario e decadente, perché non è a Strasburgo che mi possono impedire di pensarmi idealmente in eterno oscillare tra Peppone e Don Camillo.
Da agnostica, da exstudentessa di filosofia, da frequentatrice in fuga dell'azione cattolica, da atea di passaggio e amica di protestanti, da peccatrice di provincia mai stata democristiana e persino nelle vesti di chi dica che trattasi di personaggio leggendario. Ebbene, se lo fosse, a maggior ragione non mi si privi di un personaggio che incarna la giustizia in Terra, pur nella consapevolezza che sia...roba dell'altro mondo!


postato da: flaviablog alle ore 09:58 | link | commenti (16)
categorie:

Commenti
#1    06 Novembre 2009 - 13:28
 
Sì, sono d'accordo, ma pur essendo cattolica non mi scaldo per questa cosa, tanto il crocifisso lo vedo già maltrattato da quelle stesse persone che oggi lo difendono per convenienza (intendo i politici, non tu). A parte che in tutte le scuole che ho frequentato non c'era il crocifisso appeso al muro, quindi non capisco il problema...
Ma la Signorina folleggia ancora il venerdì? Perché è da un po' che non si hanno più notizie su quel che combina... in ogni caso: buon venerdì e buon weekend ;-)
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#2    06 Novembre 2009 - 16:08
 
neanch'io mi prenderei la briga di togliere il crocifisso dai muri, con tutto che sono giudea: tanto per cominciare, perché è una battaglia fra 'grandi' e dell'influsso del crocifisso o d'altro sui bambini non importa un fico a nessuno.

Ma una volta che la questione viene posta in punto di principio, come ha fatto l'unione europea, è chiaro che uno stato laico non possa, nella più basica delle sue istituzioni, la scuola pubblica, avere simboli religiosi o ideologici.

Annarita
utente anonimo

#3    06 Novembre 2009 - 19:00
 
Non impongo opinioni, dico soltanto la mia e so bene che, personalmente, non staccherò un bel niente.
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#4    06 Novembre 2009 - 19:05
 
@flalia: la Signorina oramai ha lasciato il posto alla Signora, promossa per anzianità. Non folleggia, arriva al venerdì con la lingua fuori e stanca da morire. A volte, le riesce di fare qualcosa di carino al sabato. Deve riprendere vecchie abitudini. E' stata assai serena per un paio d'anni, ora ritrova in certi contesti la decadenza solita anche se qualcosa di nuovo ( o d'antico) rischiara un angolo della mente. C'è una novità che novità però proprio non è che fa sì che il pensiero s'illumini a giorno e che si combatta contro la saggezza, per non demordere :-)
La Signora gioca...ma lo fa "sul serio"...:-)
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#5    08 Novembre 2009 - 09:53
 
Come cattolico, il problema del crocifisso sì o no in un aula, non me lo pongo. Anche perché abituati, noi italici, a sollevare un polverone per ogni alito di vento che spira, lascerò che quel vento vada, sollevi la polvere e poi aspetteremo il suo ritorno.
Se ritorna.
Mi fa specie che la Corte Europea si sia data tanto da fare per pronunciarsi su cose marginali, che danno l'impronta di laicità di uno stato, quando ben altre e più importanti questioni sollevate, rimangano avvolte in quella polvere che si é alzata.
Utilizzo proprio delle cellule staminali, testamento bilogico etc....
Ad un muro si può appendere ciò che vogliamo e ai muri scolastici si sono appesi, si appendono e si appenderanno cose da brivido e senza che nessuno ne faccia una question di stato.
Forse appendersi la croce sulla coscienza, quello sì risulta difficile, imbarazzante ed ingombrante.
Te la devi cercare quella, e con quella farci i conti, perché la tua coscienza non abita a Strasburgo.
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#6    08 Novembre 2009 - 17:28
 
@capehorn: se permetti,lo trascrivo su facebook, tra le risposte avute là. Io mi dichiaro agnostica, ma, tra i monili, ho una croce. E' poco tradizionale, forse, ma è un monito a ricordami che la vita *non* è una passeggiata e chi lo pretende, senza minimamente dare ciò che perlomeno riceve...non vale niente.Mi serve ad individuare e valorizzare i miei sforzi e riconoscere quelli altrui. Viviamo in un mondo decadente  e squallido.In qualche modo, mi migliora. Io non sono per carattere molto tranquilla. Se la salute me lo permettesse o fossi stata educata in modo meno rigido  moralmente e tutto sommato indulgente le debolezze fisiche o, al contrario, più ambizioso e tenace, probabilmente sarei...peggiore. Migliore dal punto di vista della riuscita sociale ma peggiore ai miei occhi e di chi mi ha "tirata su". Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente flaviablog
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#7    09 Novembre 2009 - 07:58
 
Per tutta la mia vita scolastica ho visto due cose appese ai muri: il crocifisso e la foto del presidente della repubblica.
Vorrei che le due cose rimanessero così e che non fosse il mal di pancia di qualcuno venuto da fuori a far cambiare le cose.
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#8    09 Novembre 2009 - 12:50
 
la foto del Presidente della Repubblica sarà in presidenza...nelle aule c'è un misero piccolo crocefisso di plastica, spesso, che m'invita a non uscire dai gangheri e a ricordarmi chi io sia e che la vita è uno strano miscuglio di onore e umiliazione, durante la quale conquistarsi il pane.
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#9    09 Novembre 2009 - 15:52
 
Ti apprezzo: nonostante tu non ci creda, lo rispetti.
Condivido il pensiero di capehorn, è una folata di vento tornerà la calma, chi crede non si spaventa dei refoli improvvisi.
Cara Rossana, il Cristo non è leggenda, è storia, se cosi fosse non dovremmo credere a tutta la storia, dovremmo dire che gli avvenimenti storici sono tutti leggenda, e si parla di storia antecedente a Cristo, quindi...
Buona serata, un caro saluto.

annamaria 
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#10    10 Novembre 2009 - 07:41
 
@isabel: non sono neppure atea. Mi dichiaro agnostica.Sono consapevole che il Cristianesimo ha ispirato oltre che la vita sociale...anche le ideologie estremiste, togliendo loro la carica distruttiva. Il termine "cattomunista", dispregiativo, in realtà ha definito un modo politico di agire, cercando il riscatto della classe diseredata, dei meno abbienti, cercando di coniugare il marxismo al cristianesimo. Molta gente vi ha creduto, operando nel bene, altra ne ha fatto un modo di vedere buonista e poco saggio, in termini di ricaduta sociale globale. Lo stesso Cristianesimo, feroce in alcune epoche storiche, per poter sopravvivere alla barbarie, colluso con il potere prima della Riforma, risanato con la Controriforma...è stato tenuto entro i limiti, che gli hanno permesso di svilupparsi democraticamente, pur conservando la struttura gerarchica delle Chiese molto strutturata. Non esiste un integralismo cattolico, anche grazie al Razionalismo seicentesco, all'Illuminismo settecentesco, al Materialismo storico e quant'altro abbia in ogni caso separato ciò che è laico da quello che è confessionale.
Ho rispetto non soltanto per Cristo, Annamaria, ma per il Cristianesimo in sé come coronamento dell'etica europea.
Prendendone, a volte, doverose disyanza. Non sono concorde con la Chiesa cattolica in merito a divorzio, aborto, contraccezione, eutanasia, ad esempio, ma ne apprezzo vivamente l'indulgenza. La Chiesa cattolica non chiude le porte a nessuno. Propone e rispetta. Mio padre morì suicida, non c'erano dubbi, ma il nostro parroco, con il quale s'intratteneva in lunghe discussioni da agnostico come me, celebrò il funerale in chiesa. Ed io ci andai con un amico, che è pastore protestante. La chiesa pullulava di comunisti.
Che mi dice, tutto ciò? Eravamo tutti lì, per una matrice *comune*
per Cristo
in Cristo
con Cristo.
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#11    10 Novembre 2009 - 18:01
 
Per concludere, direi comunque che potete stare tranquilli: il crocifisso resterà dov'è. Non già perché "rappresenta una filosofia di vita" etc, ma semplicemente in grazia del Concordato-Patti lateranensi (1929).

Dormite sonni tranquilli!

Annarita
utente anonimo

#12    11 Novembre 2009 - 12:05
 
Il "male" non è Cristo.

Che sia esistito o no, che sia divinizzato o meno, non importa. Quello che importa, per credenti e atei, è il corpus ETICO collegato alle sue "imprese". I messaggi evangelici sono molto diversi da quelli testamentari e si avvicinano molto a visioni da "buddha illuminato", in molti passi richiama la filosofia indiana e cinese, e sono in molti a ritenere tali "predicazioni" strettamente influenzate dalla corrente filosofica orientale.

Il "male" è la strumentalizzazione e la creazione di una "casta politica" che non spiega, ma interpreta a suo piacimento (filtrandoli) tali insegnamenti, come se l'etica dovesse essere illustrata, o plasmata in base alle necessità. Il messaggio evangelico è molto più forte e profondo di quello che viene mostrato, e non c'è necessità di divinizzarlo per renderlo oggettivamente "giusto". Aggiungiamoci che tale casta nella maggior parte dei casi agisce per interessi temporali che nulla hanno a che vedere con l'etica.

Nota: I patti laternanensi del '28 sono stati modificati dalla legge del 1984 che sancisca ancora una volta la divisione stato/chiesa, ma aggiungo che c'è una sentenza della Corte Costituzionale che convalida il principio fondante di ogni stato, ovvero la laicità.

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#13    11 Novembre 2009 - 20:45
 
Se l'hai fatto, prendere il mio commento e postarlo su FB, purtroppo tardivo, ma hai tutto il mio incondizionato assenso.
Mi permetto di aggiungere una nota amara ai commneti di quanti hanno avuto la pazienza e la tenacia di esprimere limpidamente il proprio pensiero.
Sotto quel crocifisso quante volte abbiamo trovato che se ne é divise le vesti, in maniera sfrontata ed oscena?
Quanti  nel nome di Dio o di un dio, hanno calpestato morale e dignità propria e altrui?
Non saranno certo i novelli scribi di Francia, che porteranno scandalo.
Saranno quelli che in nome di una moda effimera, risibile ed inconsistente saranno più realisti del Re, salvo poi battersi il petto quando si fa quell'ora.
Meglio chi osserva, tenta di capire e compatire, ma con rettitudine nei propri confronti, rimane della sua idea, con onestà e retta moralità.
A questi il mio plauso e il mio rispetto, per gli altri consumo appena
poca indifferenza. 
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#14    12 Novembre 2009 - 12:26
 
@Annarita: senza ripercorrere la storia fino al 1929, basta ricordare Craxi e la sua sottoscrizione del Concordato stesso.
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#15    12 Novembre 2009 - 12:29
 
@Massimo: intervento perfetto :-)
La stato è laico per sua definizione ( nei Paesi civilizzati), l'etica è qualcosa di molto più vario. Si sedimenta nei secoli. Cristo è parte fondante dell'etica italiana, se non europea, indipendentemente dal monopolio che ne voglia o possa effettivamente avere la Chiesa.
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#16    12 Novembre 2009 - 12:34
 
@Carlo: un simbolo può pagare le colpe di chi l'indossa.
Un simbolo può essere attaccato freddamente, senza considerare le implicazioni di carattere politico, oltre a quelle etiche, che può comportare la rinuncia ai valori fondanti la nostra mentalità in senso trasversale, che se ne sia consapevoli o no. Senza cadere ( o scadere) nel buonismo chiamando Cristo a testimone di considerazioni e scelte che spettano lo Stato ( laico). A Dio quel che è di Dio e a Cesare, quel che è di Cesare.
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