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Utente: flaviablog
Il 15 aprile 2006 il suo esordio su blog, comelarugiada, un blog evanescente, una scatola di pensieri che ancor oggi sopravvive in forma privata, nato nell'attesa di un intervento chirurgico. Nel febbraio 2007 nasce Carta scritta, per scrivere per diletto: racconti, recensioni, cronache. Per parlare di lettere ed immagini senza alcuna sovrastruttura ideologica. Questo è un blog ostinatamente in disparte e che non vuole essere di parte.

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lunedì, 02 novembre 2009

Ciao, Alda

Alda Merini nasce un 21 marzo, primo giorno di primavera, nel 1931, in pieno fascismo e più tardi sarà la guerra. Un'infanzia deprivata in ogni senso. Una data che ricordo perché mia madre morì un 20 marzo, ultimo giorno ufficiale d'inverno.
Di lei, confesso, ho il ricordo di una sensibilità acuta ma di una persona sciatta, disadattata e lo confermano certe foto delle riviste, che hanno violato con il suo permesso la sua intimità, mostrandocela. Lei stessa, si è spogliata integralmente, in una nudità che ho molto amato per la sua scomposta fierezza. Certo, non è il tempo a spegnere ardori, amori, sensibilità, dolore. Viviamo in una società che anestetizza il senso della realtà. Siamo vittime di una costante scomposizione in tessere del nostro goder la vita. E la vita è anche un corpo non più giovane e forse mai stato bello, secondo certi canoni. Vita è anche disordine per scelta, diceva Brunella Gasperini che un po' di...sporcizia ( polvere, oggetti "a vista" che potrebbero benissimo invece esser ben riposti...) riscalda il cuore. E' vero. Personalmente preferisco case non asettiche, in cui i libri giacciono in pile a volte un po' scomposte e l'ordine resta un'intenzione. Mi piace vedere molta roba che mi parli di chi sia la persona, non rimessa a posto da una colf quotodiana, che ti ravvia i pensieri. Certo, l'ordine è comodo, quello mentale prima di tutto ma si risolve nella mostruosità più soffocante: la freddezza. Nulla è più silenzioso e composto e privo d'orpelli di un obitorio...
La Merini aveva un caos calmo nel cuore e nel cervello, che non avremmo mai conosciuto se non fosse stato per l'amore che altri autori le hanno mostrato, da Quasimodo a Raboni, da Pasolini a Padre Turoldo. Dieci anni fa anche lo Stato le riconobbe un premio Poesia, del Consiglio dei Ministri. E' arrivato in ritardo, ma è arrivato, per questo mi aspetto funerali di Stato.
Ho ascoltato un'intervista breve, asciutta, amara... alla figlia, che definisce la Merini più poetessa che madre. La capisco. Una genialità data dalla diversità ( l'ha definita donna degli eccessi in bene e in male) non crea una madre capace, necessaria ad una società organizzata. Offre una madre immensa e carente. Una marea d'emozione fatta persona. Un figlio invece ha bisogno spesso di cure socialmente utili e amorosamente comuni ed anonime nei gesti.
Lei era esagerata e tutti a goderne, per la grandezza esasperata.
Qualcuno non l'ha amata, ultimamente. Troppo personaggio.
E chi, famoso, umanamente, non diventa alla fin fine icona di se stesso?
Chi?
Io, l'amo.
Amo i suoi amori sensualissimi e disperatissimi.
Amo la sua nudità provocatoria ed anziana.
Amo la sua diversità quasi ironica, come sono spesso le diversità senza speranza di remissione.

Ieri sera, di getto, le ho dedicato una poesia, in versi sciolti e buttati lì come una cartaccia fuori posto, che sedimenta nel disordine.
Io oscillo tra il piacere estetico dell'ordine, che mi rasserena e la voglia di lasciarmi andare.
Di sicuro amo poco la funzionalità degli arredi moderni. Mi piace la roba vecchia. Vado a ravanare dai robivecchi.
Mi circondo di ninnoli il cui unico scopo è raccogliere polvere. Anche la mia, che esce dal mio stesso pensiero: polvere di ricordi, di fallimenti, di speranze deluse ma anche di successi, voli fulgidi e bagliori improvvisi, che ben conservo nello sguardo, a volte.
Io vissi d'amor, come Tosca, che a volte s'è nutrito d'odio ed ha spesso chiuso le porte al mondo in un'estatica serenità formale. Eppure la dolcezza, a volte scapigliata, c'è. Bisogna tuttavia meritarsela.
Pugno di velluto in guanto di ferro e non c'è errore.

Ciao, Alda.

Per te, un pensiero scritto da me, che mi ritrovo poetessa com'ero da ragazza e la vita tale non m'ha voluta:


Chiamarsi folle
Per rivoltare di pensieri zolle
E voltar carte e vedere giullari
Giocare con le nostre vite
Fino a spremere il cuore
Ti prego, non distruggermi, amore.

Chiamarsi vile
Per rinverdire speranze ormai nere
E voltar carte e vedere cavalieri
Minacciare le nostre integrità
Fino a soffocarne l’ardore
Ti prego, non uccidermi, amore.

Chiamarsi donna
Per tessere trama ed ordito
E voltar carte e trovare dame
Meste lèggere la parola “fine”
Ti prego, non spegnermi, amore.

Chiamarsi folle e vile e donna e fiele
E voltar carte e vedere la vita di spalle
Lasciare il rifugio labile
Del nostro dolore instabile.
Ti prego, non lasciarmi, amore.









postato da: flaviablog alle ore 12:28 | link | commenti (21)
categorie: poesia, amore, massa, merini

Commenti
#1    02 Novembre 2009 - 14:35
 
Con la pesia e i poeti, non ci prendo molto.
La linea sottile che divide la poesia e la pazzia é troppo tenue, per un orbo come me.
Dire che nella vita c'é un vuoto in più ?
Forse sì, verrà a mancare l'esempio di chi ha vissuto follemente la poesia e poeticamente la follia.
Si é sempre esagerati nell'una e nell'altra, tanto da essere respinti, perché si sente troppo la diversità da quello stato, che con tenacia, tendiamo ad assumere come normalità della vita.
Senza sapere, in fondo, se i matti siamo noi o i poeti.
Forse perché non sappiamo di non sapere.
Loro, almeno, si danno delle risposte.
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#2    02 Novembre 2009 - 14:50
 
Alda Merini l'ho conosciuta casualmente leggendo una rivista in una sala d'attesa il mio solo desiderio era che il tempo passasse in fretta affinchè arrivasse il mio turno. Ho letto un'intervista strana, fuori dagli schemi...ero una ragazzina e mi chiedevo cosa centrasse una come Alda con la poesia, così scialba, disordinata, persino sporca per quello che confessava nell'intervista: lei faceva solo bagni d'aria, niente acqua! Per curiosità ho iniziato a leggere le sue poesie e nel suo disordine ho trovato un mondo che al di là del groviglio lascia un senso, un significato, un valore nella sua assurdità nell'incoerenza di una vita per nulla facile o comoda!
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#3    02 Novembre 2009 - 15:27
 
Bello questo tuo ricordo.
Io l'adoro: ho comprato sue raccolte, altre lette su internet, conservo come una reliquia il suo autografo su un suo libro, ottenuto con un amica complice che era andata ad un suo recital tre anni fa tenuto con Giovanni Nuti.
Provavo per lei l'attrazione dell'opposto: io così simmetrica e in perenne ricerca di equilibrio, (ma anch'io non ho la casa in ordine e conservo oggetti inutili, salvo ogni tanto fare dei gran falò purificatori) ,  lei il caos totale, a volte così sguaiata da risultare odiosa. Eppure...
Sono contenta di averla fatta conoscere ad una giovane collega regalandole per il Natale di 4 anni fa il cd cantato da Milva e poi una raccolta di poesie. Mi aveva confessato lo stupore per versi così carnali, per argomenti così poco consueti.
Oggi ho trovato una sua email nella quale mi ringrazia per avergliela fatta conoscere.
Non so. Credo nei destini e nelle coincidenze. Si vede che andava bene così.
Tu continua a scrivere poesie, non si sa mai.
Un saluto novembrino

:)  Ester
utente anonimo

#4    02 Novembre 2009 - 15:49
 
Ho spesso pensato che se fosse stata un uomo, sarebbe stata riconosciuta da più persone per quel genio che era; invece quel suo tipo di anticonformismo, in una donna, l'ha resa un'outsider (dal punto di vista del riconoscimento e della fama, cose mondane di poco interesse sicuramente anche per lei). Mi è piaciuto molto il tuo ricordo :-) Quanto ai funerali di stato... dato che li hanno recentemente fatti per Mike Bongiorno, me li aspetterei anche per lei, chissà. Non sapevo avesse una figlia...
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#5    02 Novembre 2009 - 16:16
 
Addio ad Alda

[..] Nel giorno di ognissanti si è levato un coro tra i blogger di Splinder per ricordare Alda Merini, la più grande poetessa italiana contemporanea. [..]
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#6    02 Novembre 2009 - 16:56
 
grazie rossana.

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#7    02 Novembre 2009 - 18:24
 
mi ripeto: i poeti non muoiono, si allontanano ma ci restano accessibili
è bello il tuo ricordo
ciao

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#8    02 Novembre 2009 - 19:29
 
Mercoledì, funerali di Stato, in Duomo a Milano.
E' proprio vero che se devi essere riconosciuto un grande, se la vita ti ha sputato addosso, la morte di nobilita.
Peccato che tu non lo saprai mai.
Degli altri, qualcuno ne serberà il ricordo.
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#9    02 Novembre 2009 - 19:58
 
Bellissimo questo post dedicato alla mitica Alda: bravissima anche tu per questa poesia/dedica.
Lascio qui un saluto,( mi pare di averti già incontrata sulla mia 'strada/blog' x caso)
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#10    03 Novembre 2009 - 18:39
 
E' scomparsa una poetessa che sapeva parlare al cuore. Hai espresso pensieri profondi sulla grande Marini, l'hai fatto con garbo e ammirazione. Bravissima!
Complimenti sinceri per la tua poesia.

annamaria
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#11    03 Novembre 2009 - 21:25
 
Prima di tutto ringrazio " bloggando" il blog dei blog di Splinder per aver dato risalto al mio post.
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#12    03 Novembre 2009 - 21:27
 
@capehorn: li meritava.
Meritava funerali di Stato. Era una grande.
La linea di confine tra la pazzia e la normalità? Può essere la poesia. Può impedire alle emozioni la deflagrazione...
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#13    03 Novembre 2009 - 21:28
 
@caterina: quando si dice che qualcuno è folle, non lo si fa per gioco. Ha un comportamento abnorme.
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#14    03 Novembre 2009 - 21:30
 
@Ester...sì, un saluto novembrino. La sua vita è stata assurda, la sua morte puntualissima per "i morti".
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#15    03 Novembre 2009 - 21:31
 
@flalia: in Italia e nel mondo si fa molta fatica a riconoscere un genio femminile...
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#16    03 Novembre 2009 - 21:31
 
@sandra: BACI***
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#17    03 Novembre 2009 - 21:32
 
@angela: i poeti...muoiono. Sono carne. Le poesie, no. Ciò che l'artista crea rende immortale la sua fama e la sua opera, la sua persona passa e va.
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#18    03 Novembre 2009 - 21:34
 
@fiore: sì, ci siamo incontrate, abbiamo lo stesso tipo di cagnolino adorato.Grazie a te di essere passata...:-)
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#19    03 Novembre 2009 - 21:36
 
@annamaria: la poesia è passione. Per qualcuno, una ragione di vita. Per la Merini, come per Campana, è stato così. Senza poesia: la deriva totale.
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#20    22 Novembre 2009 - 22:30
 
una volta a milano comprai un libricino di poesie. vi erano raccolti diversi autori e tra loro anche lei, alda merini
nel viaggio di ritrono verso roma lessi e rilessi le sue parole  e, tornata a casa, recuperai nella rete quante piu' notizie potei.
Ho amato la sua penna perche' aveva una passione disperata. cosi' disperata da essere sacra.
La nostra italietta non l'ha mai apprezzata totalmente
come con molte grandi teste del resto

Un sorriso a te, donna dalla penna intrigante

S.
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#21    22 Novembre 2009 - 22:50
 
@Nerabaccante: intrigante e mai apprezzata totalmente, come le grandi teste, del resto :-)))
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