Chi sono

Utente: flaviablog
Il 15 aprile 2006 il suo esordio su blog, comelarugiada, un blog evanescente, una scatola di pensieri che ancor oggi sopravvive in forma privata, nato nell'attesa di un intervento chirurgico. Nel febbraio 2007 nasce Carta scritta, per scrivere per diletto: racconti, recensioni, cronache. Per parlare di lettere ed immagini senza alcuna sovrastruttura ideologica. Questo è un blog ostinatamente in disparte e che non vuole essere di parte.

Categorie

adelphi
affetto
agnelli
ajar
aliberti
amicizia
ammaniti
amore
andreotti
angela
animali
antologia
appunti
archinto
arona
arte visiva
associazione madri plaza de mayo
attualità
azione
babelesuite
balzac
baraldi
barbery
bartocci
bassini
battisti
beer
benni
bergonzi
berlusconi
bernardi
bertolucci
bevilacqua
biagi
bianco
biennale
biografie
blog
blogger
boatti
bonito oliva
botanica
brancati
brecht
brossura
bucciarelli
bur
busi
buttafuoco
calenda
camilleri
cammarata
campo rossana
cani
canzoni
cappelli
caprioglio
caproni
cardarelli
caremi
carezzano
carofiglio
carroll
cassola
cavo
cazzullo
céline
cerami
chabert
chanel
charles roux
chevalier
chiara
cibrario
cina india
cinema
classici
coccoina
collu
colore
commedia
conan doyle
concorsi
conferenze
conventi
cornwell
corona
costantini
critica
crocetti
cruz smith
cucchi
dante
daverio
delerm
demetra
desiato
de luca
de marchi
dialetto
dickinson
didattica
divagazioni
di domenico
donne
durrell
economia
editori
einaudi
englaro
erba
estate
etica
euroclub
europa
evangelisti
evento unico
e la chiamano estate
falcones
fehr
feltrinelli
fernandel
ferrando
ferrari
ferrucci
film
filosofia
flaiano
flaviablog
flop
fogazzaro
follett
fortini
fotografia
frilli
fruttero lucentini
fumetto
gaber
gadda
gaffe
gambaro
garzanti
genet
genova
giacobbe
giallo
ginzburg
gioco
giordano
giordano bruno guerri
gonciarov
google
grasse casa della poesia
gregori
grottesco
herriot
houellebecq
ideali
identità
ideologia
il mulino
immagine
interiorità
ionesco
ironia
jacovitti
joffo
joyce
kundera
lagorio
la frusta
la signora
la signorina
legge
leoni
letteriadi
lettura
lettura interrotta
lettura in corso
lewis
libri
liguria
lingua
lira
longanesi
lorenzetto
lussu
luzi
macrì
maigret
manganelli
manifestazioni
marai
maraini
marchetti ferrante
marchi
marenzana
maria strofa
marsilio
massa
matrix
mattiazzo
maugham
maurensig
mc court
medioevo
memorie di nebbia selvatica
merini
merisi
milano
minimum fax
miti
moda
molnar
mondadori
montale
morchio
moretti
morozzi
morselli
morte
morteo
mostre
museo tenco
musica
musil
mussini
nabokov
napoli
narciso
natale
neri pozza
neurologia
newman
newton
notizie di ieri
oblomovismo
oscar
ovidio
oyrad
palladini
pansa
paoli
parola
parzialità
patrikios
patty
paura
pavese
pellico
perdisa
piemonte
piersanti
pinoli di valfesina
piovano
piovene
pittura
pivano
poesia
polemica
politica
pomodoro
portaluppi
porta a porta
pouncey
presentazioni
prunotto
psicologia
puccini
quadreria
quotidiani e riviste
quotidiano
raccontiaquattromani
racconti di scuola
racconto
ragazzi e non solo
ragione
rainaldi
ramat
rampini
raspe
rcs
rebora
recensioni
ricordi
rigoni stern
ritrovato
rizzo
rizzoli
rodari
roma
romanticismo
romanzo
rossatti
ruggeri
rumiati
russia
saba
sacks
sackwille west
saggiatore
saggio
sampedro
sanguineti
san marco
saramago
sarcasmo
sartre
satira
savadori
scarpa
scrittura
scultura
scuola
sedizioni
sellerio
sesso
sgarbi
shakespeare
signorello
silone
silvani
simenon
solitudine
sorrentino
spagna
splatter
squillaci
stampa
stancanelli
stein
stella
stirner
storia
strati
strawson
stroncature
struzzi
studio gdue
successi
svevo
tabucchi
tamaro
tascabili
teatro
tempesta
tennessee williams
toews
torino
traduzioni
trailer book
travaglio
trilussa
tv
twain
ucraina
umorismo
uomini
valle
vallecchi
valori
vassalli
veltroni
vescovo
vezzoli
viganò
vita
viva
vreeland
web
welby
wilde
williams
zambruno
zannoni
zanzotto
zola
zoologia

Links

...BALOCCANDO...
A hole like a soul
a quarantanni è tardi
A R T E M I D O R O
A Ruota Libera
Abbracciepopcorn
accomodati-take a seat
acrostico bizzarro
Agorà - Aγορά
Alessandro Cappa
Ali d'argento
Alla ricerca del tempo perduto...
An Cat Dubh
Appunti di Remo Bassini
Artur Scantini
babysnakes
Bazzicavo le carte... ma non le ho mai sudate
bertop
BiancaSperandio
Blog&Nuvole
Blue
Blue River
C'era una volta un Re
CALEIDOSCOPIO CRAZY
Certe piccole manie
Che ne è stato di Valentino?
Cheap Shop
chirieleison
chissà che ci scriverò qua dentro ...
CoaloaLAB
Col favore delle nebbie
colorisonori
cristina bove
cronomoto
Deserti di cioccolato
Di tutto di piu'
Dieci minuti di intervallo
dreca
e perchè no?
EcoDiPassi
esserino & balena
Foglia di vite
Gabbia di...matti...
Gaja Cenciarelli
Garnant
giorginabaldi
Giovani di Napoli e dintorni
I'm the walrus
IL BLOG DI MARIA LUCIA RICCIOLI
IL FIGLIO DI BAKUNIN
il mio canto libero
il regno di mirabilia
Il silenzio dei sentimenti
Il tè nel deserto
instant karma
L'arte della serenità - Dim Sum -
L0STANGEL
La Frusta
la letteratura russa...zzz
la tenda rossa
La teoria dei gorghi
lavagnetta
lepetitprince
Les yeux dans les yeux
Letterature
lettere a nessuno
Libero arbitrio
libri di donne
litrillo
LIVE IS LIFE
Lo scarabocchio di Comicomix
Marco Salvador
maria strofa
mariluoliva
Melpunk
nena
NOIRE - ENRICO GREGORI
o y r a d
OFFICINA NOTTURNA
pane-e-rose
Pasquale Esposito
Passaggi casuali
pensieri e parole
Per qualche oscura ragione
Pietro Atzeni
Rilassati...!
RW 2 punto 0
sbucciature
Senza Radici
serendipidità, stato dell'animo
Sinestesie
Sniffavamo coccoina
Sorrisi e leggerezza
Splinder Journal
stazioncina
Stelle a Strisce
Sulle spalle dei giganti
tanto si cambia
The Brugnols
Ufficio Reclami
Un bacio dal cielo
unamanciatadimore
Via delle Belle Donne
Ziby

Partecipano

 Il mio profilo Contattamioyrad

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 27 febbraio 2009

La Signorina a scrocco

La Signorina attempata ( bisogna specificare, che non si tratti di Signorina Emilia, che tutti vogliono e nessuno si piglia, ma di Renata, che tutti volevano ma nessuno s'è pigliata) in un venerdì che è durato quasi una settimana, ha scroccato a tutto spiano, cosa a cui non è abituata, perché di solito paga tutto di tasca sua ( reale  apertura di portafogli o simbolico  concetto che sia).
Diciamo che le è andata bene.
Le è stato offerto dal pranzo ( gnocchi al castelmagno e radicchio...) all'aperitivo in musica; dal caffè in pasticceria a ben quattro libri, dalle mani degli autori stessi: due noir di Danilo Arona, suo concittadino; una raccolta di racconti d'atmosfera contadina ed una storia del jazz, narrata attraverso le esperienze dei musicisti astigiani, del giornalista Armando Brignolo.

Arona
Brignolo
Altrettanti ne ha comprati ( Varesi, Morchio, Cammarata) e stava per tornare a casa quando le è giunta la lieta novella che il Sabelli Fioretti che intervista Mogol su Lucio Battisti era giunto in libreria, così che la sua biblioteca personale ora annovera anche una bella immagine di Lucio da e in copertina.
libriSabelli Fioretti

La Signorina è sorridente, perché in buona compagnia libraria ed anche perché s'è vista bene nello specchio dell'ascensore, dove stava controllando il progressivo rimbiondimento, dopo la parentesi rosso intenso ed ha notato che i contorni del viso stanno cedendo alla forza di gravità ed un sistema per nulla invasivo di rialzarne i contorni è sorridere. Il viso appare più pieno e tondo all'istante, ma un sorriso stampato in faccia per strada può essere travisato, se non viene scambiato per una paresi.

La Signorina s'è rimpolpata a dovere dove non è necessario, anche se ancora nei limiti permessi dalle necessità invernali, ma non in faccia, che porta sempre piccola e lunga.

Sta prendendo provvedimenti seri: dopo un tiramisu, beve il caffè con il dolcificante.

La Signorina s'è spensierata ( grazie Panella) con l'arte visiva e s'è data alle mostre. Una bella immersione, robusta. Da Delleani al cenacolo di Sofia di Bricherasio, da Morbelli a Pelizza da Volpedo, da Casorati a Morando, da Carrà a Balla.  Bella pittura, nella quale meglio si accoccola idealmente se l'immagine ricorda i macchiaioli toscani, o gli impressionisti ed i divisionisti, amando poco altri generi, di cui sente la suggestione emotiva, ma non sempre ne apprezza l'effetto plastico e la tecnica ed alla Signorina le emozioni non bastano, deve vederne corposa l'ossatura accademica. D'altra parte anche in musica oggi ha apprezzato che due ragazzi giovanissimi spaziassero con disinvoltura da Debussy a Piazzolla. Tecnica, tecnica concreta...
the con soffiantini e casorati
 vi offre un the con Soffiantino e Casorati ( ma avrebbe preferito con Morbelli e Pelizza)


La Signorina passa nel buio della sera nel centro storico e si sofferma a rimirare pietre che conosce come le sue tasche e pensa di porre nuove orme a quelle già stampate nella memoria sugli stessi marciapiedi e, giunta davanti al negozio che fu di suo padre, sale per un attimo sul gradino esterno. Sì, lì sua madre o suo padre avranno posto i piedi per alzare od abbassare la saracinesca. E lei ci mette i suoi.

Sulla piazzetta aspettarono, impazienti, in automobile, i fidanzati e gli amorazzi che la traghettarono attraverso gli Anni Settanta ed Ottanta e quelle strade la videro giocare nei cortili o schiamazzare con gli amici.

Ricorda in particolar modo una serata.
Aveva deciso di chiudere con il teatro amatoriale, intanto non c'era tagliata, aveva poca memoria e parla(va) con un'erre arrotata da un rotacismo mandrogno che levati.
Interpretava, in una commedia, un ruolo a caso: la peste bubbonica.
Tutti  gli amici, di sotto: scendi! Torna! Come fai tu la peste non lo farà nessuna!

Invece prese il mio posto un bancario. Uomo.
Su quella stessa piazza c'era  e c'è una chiesetta.
Era ed è diroccata.
La Signorina l'ha vista ogni giorno per 14 anni e poi ancora, di tanto in tanto, per altri sette anni e poi basta. Non c'era più ragione.
La Signorina la vede, la fotografa, ma sa di averla, in casa, appesa al muro.
chiesettachiesetta1
Sembra un'operina figurativa e patinata, ma...particolari non lo è minimamente, questa è tecnica ...( Aldo Massa)

Nonsoloseria

...la Signorina torna a svenerdiggiare e vi farà sapere.

postato da: flaviablog alle ore 17:10 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 26 febbraio 2009

Primo spunto di riflessione stirneriana

        Dice il saggio (Stirner):
che cosa distingue un giovane da un adulto?
L'uomo adulto prende il mondo così com'è, senza pretendere di trasformarlo secondo il suo ideale, cerca di mediare tra ciò che è ed il suo tornaconto. L'uomo ci appare più egoista del ragazzo, ma qual è la differenza?
L'uomo ha imparato ad amarsi così com'è, si è già fatto una ragione dei suoi limti personali, ha imparato ad amare il suo corpo e se stesso e questo suo nuovo amore abbraccerà il contesto in cui vive. Diventa realista, pratico, egoista.
Il fanciullo è idealista, perché pone se stesso tra ciò che deve cambiare ed ancora non si ama per quello che *è*, ma vorrebbe essere amato per ciò che fa, che ha, che sa. L'adulto, che è egoista, vive per il piacere che può dargli la sua vita, nel mentre il giovane anela sempre ad un piacere che arriverà "quando tutto sarà migliore".

Tutto ciò Stirner lo diceva nel 1844, gli psicologi lo hanno detto molto dopo e qualcosa di simile ha detto a modo suo persino De Mello, facendo lo slalom tra aquile e polli.

Un'altra chicca. Ovvero: l'amore secondo Stirner, che nella religione e nella spiritualità vede fantasmi in grado di distogliere l'uomo dalla tranquillità modesta della sua fisicità.
Dice così:
" Se io mi prendo cura di te perché ti amo, perché il mio cuore trova alimento in te e i miei bisogni hanno in te la mia soddisfazione, ciò non avviene perché il mio amore per te sia sacro, o perché veda in te qualcosa di superiore, ma per il mio egoismo, TU STESSO mi piaci perché sei come sei, non perché trascendi il tuo particolare verso l'universale. E' di Te che godo ed ho bisogno. Non è il tuo spirito che amo, ma Te".

Vale per tutto: la verità, il diritto, la legge, la giusta causa, l'autorità, il matrimonio, la salute pubblica, l'ordine, la patria, eccetera. Non ne amiamo lo spirito, ma l'utilità che ne deriva nella loro rappresentazione concreta.  Eppure vogliono  farcene amare lo *spirito* , l'essenza astratta, quando invece non c'è: la verità è opinabile, la legge può essere sbagliata, un matrimonio da disfare, la patria può mutare i suoi confini, l'ordine può essere un'arma a doppio taglio, la giusta causa è una questione prospettica.

Allora?
Stirner

Stirner mette in guardia dall'adorazione dei principi svuotati dalla concretezza, che sarà forse meno affascinante e trionfale, ma è semplicemente *pratico*. Si salva in questo modo da qualsiasi forma di fanatismo.

E pensare che la dottrina stirneriana fu usata da fanatici di destra, dopo decenni dalla sua enunciazione, quando è alla base di un comportamento che invita a stare con i piedi per terra ed andare ,con gli stessi, di piombo, ricordando di amare dapprima il nostro umile e miserevole corpo ed amarci così come siamo, perché *dobbiamo stare bene* e non diventare anche noi un ideale da perseguire.
 


postato da: flaviablog alle ore 23:41 | link | commenti (14)
categorie: amore, libri, vita, filosofia, stirner
mercoledì, 25 febbraio 2009

L'Unico

Mi sono trovata, in poco più di un mese, a citare Max Stirner, per motivi diversissimi, da esserinoebalena, intorno ad un gioco con implicazioni in merito a considerazioni di carattere politico e da Gregori, che in un post chiedeva se qualche lettura avesse cambiato la vita. Scoprii Stirner a 17 anni, ma se ancora ne parlo è perché , in effetti, modificò di parecchio il mio pensiero.
Sostengo infatti che a cambiar la vita siano i*fatti* e non i libri, per tanto che li ami da sempre,e che in ogni lettura si cerchi qualcosa in cui rispecchiarsi, che ratifichi scelte ed opinioni, quando non si tratti di libri di assoluta evasione ( ma esistono libri di mero svago?)
I libri di filosofia fanno eccezione, possono aprire orizzonti, deviare considerazioni generali sull'esistenza.
La filosofia è stato uno dei grandi amori della mia vita, la scelsi per i miei studi. Non c'è stato un solo filosofo studiato che non abbia creato in me una marea emozionale. Onde di pensiero mi hanno invasa, in quegli anni.
Per chi fa domande e cerca risposte, soltanto la filosofia può essere madre.
La mia generazione, ma farei meglio a dire  il gruppo delle persone intorno alla mia età,non ha visto né la guerra né la resistenza, aveva da dimostrare a chi l'aveva preceduta d'essere a sua volta forte, convinta, decisa a sostenere credenze e convinzioni ideologiche.
Così fui cattolica fervente, per poi abbandonare il contesto ed avvicinarmi ad un mondo comunardo e poi infine ad uno comunista, con scelte via via più democratiche e distanti. Sempre più distanti. Mi son sempre posta il problema dell'impegno, perché per i miei primi quarant'anni la vita è stata  per me soprattutto *impegno* e dovere. Qualcosa, poi, si è rotto, ma già prima occhieggiava tra le maglie allentate delle certezze preconfezionate.
Perché? Perché stavo facendo di tutto per forzare, incanalare, una natura sostanzialmente anarchica. Per nulla bakuniniana e collettivista, ma anarcoindividualista, che scoprii in me stessa leggendo appunto Max Stirner, e concludendo, da buona stirneriana, che comunque, se si vive in società, bisogna abbracciarne usi e costumi e darsi da fare per cambiarla o conservarne degli aspetti, al fine di viverci meglio, per un puro discorso di convenienza di cittadini in un contesto. E null'altro. Sono stata cittadina consapevole, nella misura in cui il mio egoismo mi ha indirizzata nel migliore dei modi e dei mondi, contro l'egoismo altrui.

Stirner è il teorico dell'egoismo e parte da un assioma: ognuno è egoista e non c'è cosa che non faccia se non per un suo tornaconto o desiderio personale, ma la società stessa, per un bisogno collettivo di autoconservazione, gli impone scelte in direzione di Dio, della verità, della libertà, della giustizia, del popolo, della patria, del suo governo, dello spirito e chi più ne ha più ne metta, cercando di inibire la tendenza a fare di se stessi la Causa. L'egoismo è universalmente praticato alla grande ed altrettanto globalmente demonizzato.
Perché? Perché l'egoismo altrui è l'unico ostacolo all'espletamento del nostro.
Di tanto in tanto perciò getterò qualche pillola di saggezza stirneriana, che a Max Stirner stesso scavò la fossa, abbandonato da tutte le correnti di pensiero, per aver osato dire la verità. Restò solo, conservò accanto soltanto l'amico Bruno Bauer, emarginato dalla sinistra hegeliana. Fu utilizzato dalla cultura della destra estrema, in seguito, come venne fatto a torto anche con Nietzsche, in quanto le idee, una volta comunicate ad altri, diventano assurda proprietà di tutti e non dell'Unico, Sua Proprietà, per un curioso gioco/giogo del destino.
Così che Johann Kaspar Schimdt, oscuro signor Schimdt, della Baviera, allievo di Hegel, che nega ogni bandiera, si trovò idealmente a reggerne una, senza neppure saperlo, perché morto nel 1856.

Filosofia mon amour!
Stirner


postato da: flaviablog alle ore 22:47 | link | commenti (19)
categorie: libri, filosofia, ideali, interiorità, demetra, stirner
lunedì, 23 febbraio 2009

Indivisibili ma raddoppiabili

Ho terminato da qualche giorno "La solitudine dei numeri primi" di un bel biondino, Paolo Giordano. La rossa fascia dello Strega mi ha fornito un segnalibro, ma di rosso fuoco non c'è nulla, tra le pagine, se non il sangue di Mattia, che esce da tagli che s'infligge per mondarsi di un grave senso di colpa.Il colore dominante è un grigio malinconia.
Giordano

Il romanzo nasce da una splendida intuizione, una gran brutta verità : i traumi dell'età infantile si scontano tutta la vita e rendono particolari, esseri chiusi in un cerchio in cui l'Io sta come l'uomo di Leonardo, muta posizione,  disegnando attorno a sé uno spazio non condivisibile, ma riconoscibilissimo ad altre monadi.
I numeri primi, tra loro, sono certa, si riconoscono.
 
I numeri primi probabilmente hanno una voce modulata su una frequenza che loro soli sentono, così che, pur indivisibili, sono raddoppiabili. Si appaiano, si accoppiano, ma nulla nascerà, spesso se non due solitudini che avvinghiate fanno una compagnia, finché restano accanto.

Alice, che il padre vuole sportiva e che non è, resta offesa da un incidente di sci, molto grave e con un meccanismo assurdo, nato dalla fuga, dal rifiuto, dal distacco.

Mattia è un bambino con una sorella gemella deficiente. Inutile girare intorno al concetto cercando eufemismi, Michela è la palla al piede della spensieratezza negata. E l'abbandona, per andare ad una banale festa di compleanno in cui sentirsi normale. Tornando al parco, dove l'aveva lasciata, sperando vi rimanesse immobile, non la ritrova.

Convivere con il senso di colpa è atroce. Nasce dalla pena più grave: quella di non essere stati all'altezza. Non ci si lascia commuovere più di tanto da ciò che è capitato, quanto ci si lascia struggere e distruggere nelle sabbie mobili di chi si senta inadeguato, mancante, incompleto, carente, imperfetto: l'errore deriva dall'incapacità.
L'inettitudine reale o presunta è il vero coltello nel fianco, perché tutti, da bambini, abbiamo desiderato genitori orgogliosi perennemente di noi, ma più alta era la posta e più vana la rincorsa.
Così che per qualcuno diventa ribellione, in altri interruzione, per  altri rappresenta la fortuna, in *qualcosa* diventano *qualcuno*.

Allora si gioca a fare Dio.

Si cresce cercando una forma di eccellenza, che a volte si raggiunge ed altre, no.
Quando si realizza ,una parte dell'Io l'oscura ti dice: sei diverso. E cerchi con ogni canale il guizzo della diversità altrui e l'ami, se l'incontri, l'ami con tutta la ferocia della passione.

Peccato che il romanzo a volte, a metà percorso, ristagni un po'.
Non c'è lieto fine e lo si spera, perché la salvezza resta un anelito, in tutti.
Anelito non sempre letterario. Spesso, infatti, non è tale.Auspico che la vita crei punti fermi intorni ai numeri primi, che divisi per se stessi fanno, comunque, uno.


Il romanzo nasce grande,poi si chiude in sé, come se fosse un indivisible numero primo anche l'autore.

postato da: flaviablog alle ore 11:20 | link | commenti (39)
categorie: recensioni, vita, romanzo, giordano

Primo appuntamento

                                                                                            QUI

                                      da Castor et Pollux

postato da: flaviablog alle ore 10:27 | link | commenti (8)
categorie: racconto, web , blog, massa, blogger
sabato, 21 febbraio 2009

Ritorno alle origini?

Nasco in poesia.
Ne ho seicento nel cassetto, pubblicate circa una ventina, non di più, qui e là. Con quattro vinsi premi minori.
Collaborai ad una rivistina milanese, soltanto con poesie, una vita o due fa.
Ho letto mie poesie in compagnia d'un paziente ( e rassegnato) Luzi, un dì.

Un caro amico, Aldino Leoni, cantautore e poeta, di ritorno da Grasse, dove esiste una Casa della Poesia, dov'era invitato,brama a tutti i costi avere una sede per una sua creatura, un'Associazione letteraria che ha portato nella mia città alcuni tra i migliori poeti del mondo, non soltanto d'Italia. Tornato a casa innamorato d'una realtà francese in cui lo stato lascia libera iniziativa   ai privati,ma ne foraggia le manifestazioni, ne tutela l'esistenza in vita. Seriamente.

Ho provato a dirgli...
E' Grasse.
Soltanto il nome evoca profumo.
E' Costa Azzurra.

Si arrabbia e mi dice: e allora? Il Museo Tenco a Ricaldone fa schifo? La Poesia ha bisogno di profumo o profuma di per sé?

Quando ti rimetti a scrivere poesie?
MAI!
Gli ho detto, dopo l'adolescenza scrivono in versi i veri poeti o i cretini. Potrebbe essere che io sia una cretina patentata, poi. Senza scampo. In prosa ci si mimetizza e si racconta, racconta, racconta.

Sono tuttavia andata a prendere una vecchia copia su uno scaffale de " La pianta della poesia" di  Sivio Ramat, Vallecchi editori, Firenze,1972.

Ramat
La apro a caso, che il destino aiuta,trovo Fogazzaro, "Malombra", ritratto psicologico di Corrado Silla, che non è volitivo, e, se non affronta crisi particolari, ciò dipende dal fatto che in lui la crisi è uno stato psichico ininterrotto.

" Ingegno lucido, mistico di tendenze, potente per certe intuizioni fugaci piuttosto che per nerbo suo proprio e costante, egli aveva idee poco pratiche; ardente spiritualista e perciò proclive a considerare di preferenza, nell'umanità, l'origine e il fine; amava, anche in tenue materia, appoggiarsi a qualche principio generale"

Silla ha passato una vita "sterile e vana" di cui non ha colpe, perché non conosce l'imo peccaminoso da cui può scattare violenta redenzione.
Trova posto tra artisti velleitari. indecisi e quasi falliti, come lo Sperelli dannunziano, il Valda di Butti, il Cesare Mariani, il Guido Torre, il Pietro Brusio.

Silla lavora a un saggio sull'ipocrisia. Inconscio seguace di idee preconcette e assolute voleva dimostrarvi che la menzogna e la debolezza morale sono *caratteristiche di questo tempo*, salvo a dedurne in seguito che discendono dalle sue tendenze positiviste, ossia dall'essersi oscurato nelle anime il principio metafisico del vero.

E la poesia che è se non seguire quell'illusorio vero?

Che in Malombra si perde nella follia di Marina, allora è bene che la poesia canti e la prosa ne spieghi il canto, filando la vita con il fuso.

Ho finito invece in questi giorni " La solitudine dei numeri primi",  di Giordano,gran principio morale, più che bel romanzo ( mi piace fino a metà, il resto mi sembra inutile).

Chi è in qualche modo interrotto non si completerà mai.
Può rincorrere poesie o scrivere storie, tentare di fare tessitore di amori contorti, per questo poetici, ma rimarrà indivisibile.
Come la pianta della poesia. Darà frutti, semi, ma, abbattuta non darà legno, non ne fai nulla.
 La Signorina è pensierosa, esattamente come le galline pensierose di Malerba,che devo assolutamente comprarmi. Devo comparare La Signorina con la Gallina.

Voglio comprare anche il romanzo, uscito quasi postumo, di un amico.
C'è la prefazione di Carlo Leva e voleva farne un film, sulle Brigate Rosse.

Conosciuti  ventenni, persi di vista, reincontrati in Ospedale, a 50. Ritrovati, consolati, ma poi ci siamo vomitati addosso di tutto. Uno capace di fare uscire soldi da una rapa e, nello stesso modo, restare con il culo per terra. Capace di subire un intervento chirurgico serio e poi non andare neppure a ritirare l'esame istologico. Di vivere in una villona e poi finire in un brutto appartamento in affitto. Di avere famiglia e poi, zero.
Capace di ferirti:
" Voi donne invecchiate presto e male. Non assomigli neanche vagamente più a quella che conobbi"
Ma di dire anche il suo contrario:
" Sulle tue tette abbiamo fantasticato in tanti. Un miraggio per pochi eletti".

Risparmio le mie risposte. La Signorina è tagliente e quando non mette le catene, va come una berlina sulla neve ed è un testaecoda di parole.

Eravamo veramente arrabbiati. Io con lui, lui con me ed entrambi con la vita e la vita con noi. Con lui s'è proprio incazzata e lo ha ammazzato, ma il suo romanzo è in libreria da Enzo Macrì, in una pila, vicino al mio libretto. Sì.




mercoledì, 18 febbraio 2009

Omaggio all'amico Alfio

Il mio libricino di racconti, decisamente autobiografici ,attraverso la narrazione della città in ottant'anni di percorso personale ( tramite anche la generazione che mi ha preceduta), è nato anche grazie alla sollecitazione di Alfio Squillaci, a cui dedico due righe, per gratificarlo :-) di alcune giornate "un po' così", con problemi di manutenzione, che noi ragazzini ci troviamo ad affrontare di tanto in tanto.

Dirige una rivista letteraria tra le più prestigiose del web

STATISTICHE ultimo triennio

Anno 2006
   960.697     visitatori
   932.875     visitatori  unici
  1.812.021    pagine viste

Anno 2007
1 137 687     visitatori
1 101 876     visitatori  unici
1 966 027     pagine viste

Anno 2008
  1 141786      visitatori
1 106 879      visitatori  unici
1 853 418      pagine viste

Ricca di contenuti letterari , che potete trovare qui:
http://www.lafrusta.net/

Vi si conservano ancora mie vecchie recensioni, non avevo ancora questo blog:

Agnelli, Susanna - "Vestivamo alla marinara" - Mondadori, Milano 1998

Delerm,Philippe - "Il primo sorso di birra" -Frassinelli, Milano 1998

 Il tormento e l'estasi - Funzioni proppiane nel  cinema popolare americano...

Houellebecq, Piattaforma, Recensione

Natalia Ginzburg  - Mai devi domandarmi

Enrico Ruggeri - Piccoli mostri

Susan Vreeland  - La ragazza in blu

Somerset W. Maugham - Lo scheletro nell’armadio

Bernard Lewis - Il suicidio dell’Islam

Ionesco, Il solitario

Ennio Flaiano - Tempo di uccidere

Svevo, Senilità

Sebastiano Vassalli, La notte del lupo, Cuore di pietra

MA LA RECENSIONE CHE PIU' MI HA DATO SODDISFAZIONE E' QUESTA:

Ferenc Molnar, I ragazzi della via Pal , visto ( e letto)  26 078 VOLTE




martedì, 17 febbraio 2009

Salvate la Signorina

La Signorina è in pericolo.
Seriamente.
E' un po' Re Mida e trasforma in bei pensieri  d'oro quel che vede e dove va. Entra in un bar e lo fa diventare un bollitore che soffia vapore di storie;
gira per vetrine e le nobilita rendendole luoghi di ambigue ma serene felicità vanesie;
incontra persone comunissime e le trasforma in personaggi.
Attraversa una strada come se fosse un'illustrazione, una cartolina,un paesaggio animato d'un cartone tridimensionale.
La Signorina, se prende un caffè, nota tutto e ancor di più e si beve prima la tazzina (carina) di quel che c'è dentro.
La Signorina sente la voce delle cose e poi intreccia un flirt con un'anima di passaggio, imbarcata per caso o cercata, lungo il tragitto.
Eppure la Signorina ha una storia di dolore tangibile e profondo.
La Signorina plasma la residua voglia di sorridere dell'intelligenza che l'ha sorretta, unica stampella della vita.
Ci sono giorni in cui però mette il pilota automatico, perché s'accorge che tutto concorre a spegnerla, affinché si metta a calcolare la portata degli eventi ed i percorsi siano anonimi e tutto fugga via risucchiato dalla delusione e dalla stanchezza.
Vedrà il mondo com'è e lì si fermerà. A vedere marciume dominato da un branco di sfigati, a cui fanno capo pochi potenti gaudenti eppur non spensierati ed allora cadrà la mannaia della realtà sulla voglia residua di poesia.
 E ADDIO SIGNORINA, persona bella, più di Fantaghirò.
La Signorina mi ricorda una farfalla vista in piscina quest'estate. Talmente bella da non credere che potesse volare in una città della pianura padana  e a bordo vasca. Un bambino disse: oh, bella, la farfalla!
E con una pallonata la schiacciò.
Questo succede a chi non si confonde brutto tra i brutti.
La Signorina può vivere sotto mentite spoglie. L'ha fatto per tanti anni, potrebbe continuare e non ce ne sarebbe più per nessuno. Neanche per lei, però. E morire così com'è nata, tutta sbagliata. Mangiata viva da una signora che scivola via tra casa e lavoro e i divertimenti di tutti, facciocosevedogenteleggoilgiornaleguardounfilmevedolatvinsecondaserata
cheèpiùintelligente
oppure neanche quello.
Il vuoto che si risucchia La Signorina, totalmente.


postato da: flaviablog alle ore 00:17 | link | commenti (57)
categorie: vita, amicizia, la signorina
lunedì, 16 febbraio 2009

La donzelletta

stagionata non vien dalla campagna, ma l'effetto è del genere "sabato del villaggio".

Non porto rose e viole.

E indosso stivali raso terra, di vernice nera.

postato da: flaviablog alle ore 15:36 | link | commenti (6)
categorie: