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Utente: flaviablog
Il 15 aprile 2006 il suo esordio su blog, comelarugiada, un blog evanescente, una scatola di pensieri che ancor oggi sopravvive in forma privata, nato nell'attesa di un intervento chirurgico. Nel febbraio 2007 nasce Carta scritta, per scrivere per diletto: racconti, recensioni, cronache. Per parlare di lettere ed immagini senza alcuna sovrastruttura ideologica. Questo è un blog ostinatamente in disparte e che non vuole essere di parte.

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mercoledì, 30 aprile 2008

Casti Divi

La Casta

casta

Stella/Rizzo

Non è più una novità editoriale. Gli stipendi assurdamente alti della notevole quantità di parlamentari a cui vanno aggiunte le diarie più impensabili, a cui seguono pensioni maturate in serra alla velocità della luce, sono noti a tutti. Quotidiani, riviste, web, ne hanno parlato. In campagna elettorale i politici stessi si sono rivolti accuse l'un con l'altro in merito. Grillo ha tuonato che son tutti eguali.  Gli Italiani han risposto non andando a votare in una percentuale minima di soggetti. Gli altri si son detti: si va scegliendo il meno peggio, ovvero "chi fa i miei interessi", perché al di fuori dell'ideologia ( sono temporaneamente morte tutte, ma non ci giurerei, hanno i loro corsi e ricorsi storici come accade alle fedi religiose...) resta soltanto un vago bilancio di pura  convenienza. Per qualcuno un'equazione ancor più semplice: come sono andate le cose con il governo di X? Male? Si vota Y. E viceversa. Si è fatta piazza pulita dei nanetti che sembravano pesare sulla governabilità del Paese sia a destra che a sinistra. La sinistra, a dire il vero, non c'è più. "La legge di Murphy sulla sinistra" libricino di battute, gradevolissimo come un aperitivo/digestivo letterario, raccoglie tra le varie esternazioni:

legge

" se qualcosa può andare a destra, lo farà"

Che fare del disagio e della rabbia dei poveri?

Osservazione di Gulbenkian :

"la paura dei poveri può indurre persino alla filantropia".

In Italia, nonostante al tg ogni giorno si dica che non s'arrivi alla fine del mese, molta gente sta benissimo, altra sta bene, molti stanno benino. Poca sta veramente male. Ci si lamenta, spesso di gamba sana. E' un Paese in cui la casa di proprietà è quasi la regola. Una pensione per famiglia è assicurata. Una certa tolleranza del lavoro nero e dell'evasione fiscale c'è. Vari modi di arrotondare son visti con una certa nonchalance, dalla prostituzione occasionale al traffico di droga. Il confine tra legalità e illegalità è labile, come quello tra la buona e la cattiva educazione. Chi tuona contro chi ruba in realtà poi scarica dalla rete anche quel che non si potrebbe, tollera comportamenti sociali discutibili, prova una malcelata ammirazione per i ladri e per i furbi. Parteggia per chi trasgredisce in senso lato, perché il termine stesso "trasgressione" ora è percepito in positivo. E' saper vivere oltre le regole imposte. Oltre la morale costituita. Come se le regole, morale inclusa, fossero qualcosa di alieno alle necessità sociali. Sorto chissà come, chissà dove e per opera di chi. E'un mondo che vuol essere libero. Di conseguenza liberi tutti. Anche di pagare un Presidente del Consiglio due volte il premier francese e tre quello spagnolo. Di mantenere un Presidente della Repubblica meglio della Regina Elisabetta. Sul portale MSN oltre a dire che la politica conviene, si elencano le professioni più pagate del mondo. Su riviste come Vip si riportano feste di stelline e tronisti, con "sul cubo lo staff di Schicchi".

Lo staff. :-)

Diciamocelo: questo Paese s'è imbattonito. Il termine non è sul vocabolario. L'ho creato seduta stante.

Non è più questione di bipolarismo. Di governabilità. Tanto che non so più se sia più" bravo", nei fatti, un governo di destra o di sinistra, se lo scopo è stare a galla. Ci conviene addirittura lo facciano tutti assieme, attivando tutte le conoscenze utili :-) Stare di qua o di là è quasi tifo calcistico.

 Il problema maggiore è la sicurezza. Appunto, dato che ci siamo imbattoniti ,abbiamo necessità di un protettore.

 Proteggersi contro l'immigrazione clandestina ed arrabbiata. Contro i rom brutti, sporchi e cattivi. Non faccio retorica. E' vero, il Paese è piazzato male, per quanto riguarda la criminalità. Non piace neppure a me chi bivacca e ruba, chi aggredisce e rapina impunito. Tuttavia vedo aprire sempre più banche, sempre più negozi di lusso anche in città di provincia. Per cui mi chiedo: quanti bei soldi sono entrati nelle tasche degli imprenditori italiani grazie al lavoro nero? A tasse non pagate, relative a lavoro svolto da dipendenti fantasma? I dipendenti pubblici, malpagati, sono spesso nel mirino come un male da estirpare. Intanto è un male che paga le tasse fino all'ultimo centesimo. Oddio, molti è bene lo facciano, considerati i criteri clientelari e nepotisti con cui sono stati assunti, mentre nel privato, si sa, fa carriera chi non è figlio di nessuno. Si viene assunti per opera dello spirito santo. Ma va, va!

I criminali clandestini infine, che mano santa per la mafia!

Casta i politici. Casta i magistrati. Casta i sindacalisti. Casta i giornalisti. Casta gli industriali. Casta i professionisti che gravitano intorno all'industria. Casta i consulenti nel privato e nel pubblico. Casta delle caste la mentalità mafiosa italica, come aveva previsto Sciascia per l’Italia tutta.

Se non appartenete a nessuna categoria... casta, allora siete degli insani perdaballe. Colpa vostra. Non avete la tempra né del parassita né dell'arrampicatore sociale. Non valete niente. Non arrivate alla fine del mese? E’ perché non correte abbastanza. Vi manca il fiato, la grinta, il cognome, la faccia come il c…asto divo.

Qualsiasi Paese può permettersi qualche milione di poveri e fare beneficienza e volontariato. L'importante è che non sbraiti troppo e non dia fastidio. Che sia ben educato, oh bella!

 

 


sabato, 26 aprile 2008

Lettera all'ESPRESSO

Egregio Pansa,

dice bene, vietato giocare allo sfascio. Non dubito che in giro, dalle nostre parti, ( io sono sua conterranea) abbia visto qualche faccia “sbariuaia”. E’ evidente che lei “frequenta bene”, intellettuali, probabilmente, perché io, che ho un giro più modesto di amicizie, ho visto soltanto volti perplessi oppure, al sabato sera, soltanto visi illuminati d’una totale stupidità. Tant’è che ho rammentato che lei parla nel suo articolo di “bestiario”, riferito al popolo italiano, che sta alla greppia da sempre e si rinnova, di generazione in generazione, forse perché tra i più acuti molti non amano riprodursi, non gradendo il mondo in cui far crescere i figli. Mi spaventano più le facce volgari e inespressive di quelle sbariuate( a meno che non tornino alla lotta armata).

Dice che è giusto non giocare al complotto. Non mettere i bastoni tra le ruote al Cavaliere, aiutandolo semmai a governare meglio che può, tuttavia non auspica un governissimo trasversale. Pensa che non smetteranno di farsi “la stupida guerriglia trasversale”, pur non confluendo in una sorta di larga intesa atta a risanare l’Italia.  Cosa che, secondo Lei, il “bestiario” spera. Il Bestiario non spera in larghi abbracci. Confida nell’azienda più fiorente d’Italia: la mafia, che ci salvi economicamente. Chi la teme invece è facile abbia votato Lega o Italia dei valori. Un gesto estremo, non certo rivoluzionario, perché ormai non è tempo di rivoluzioni. E’ tempo di uomini forti e carismatici in cui credere. Di persone inviate dalla Provvidenza per tirarci fuori dai guai e non si mettano i Sindacati di mezzo, lo ha invocato anche Montezemolo!

Io ricordo altri tempi, altra concezione della politica, in cui, pur ammirando il fascino dei singoli, si invitava a lavorare tutti per ottenere, creare, forgiare il meglio, in modo da mettere in piedi idee, progetti, programmi talmente solidi da stare in piedi da sé, in modo che le persone al governo di quegli stessi progetti fossero intercambiabili. Sottolineo: intercambiabili, diversi eppure uguali. Equivalenti. Si temeva l’avvento del singolo. Si temeva il culto della personalità, che è il crollo della Democrazia. E’ l’inizio della Dittatura.

Mi dirà che al giorno d’oggi, in Occidente, la dittatura non è un pericolo. E’ probabile. Il pericolo è il capitale. E’ la ricchezza e chi la detiene. Non è un modo di pensare veteromarxista. E’ la semplice osservazione che ha stravinto il dio denaro. E così sia. Comandi chi lo sa meglio gestire. Ricordando tuttavia che il mondo è una polveriera e il denaro può essere un fiammifero.

Vietato giocare allo sfascio di questo fragile Paese, impedendogli di avviare serenamente il bipartitismo. Domanda: siamo sicuri che la sinistra “regressista” non sia più in Parlamento,ma siamo altrettanto certi che il fascismo sia stato accantonato con Storace?

Anche io invito a evitare lo sfascio. Di una cosa, in particolare. Della ricorrenza del 25 aprile. Lo chiedo al PD, lo pretendo. Lo chiedo a parte della Lega, che è stata creata anche  da gente della sinistra storica, Bossi in testa. Lo chiedo all’animo socialista degli ex forzisti. Infine lo chiedo a Lei. Ho letto i suoi ben scritti romanzi, perché narrano di ambienti che ben conosco e di argomenti che amo, ma non mi piace la Resistenza malandrina ( o ambigua) che lei racconta. Le chiedo: è perché ha ereditato il malanimo contadino nei confronti dei partigiani dei villani delle nostre vallate? Ebbene, lo accantoni. Se i partigiani han “pettinato” qualche contadino è perché faceva la “borsa nera”, affamava alla follia i cittadini, vendendo a prezzi da strozzino poca farina e qualche uovo di gallina. Compresi quelli della mia città. I nostri valori sono nella Costituzione. Sono nella nascita della Repubblica Italiana, sono anche nella Resistenza, che non è il teatrino che lei ha trasfigurato nei suoi romanzi.

In Italia, allo stato attuale delle cose, non ci sono vincitori. C’è una progressiva perdita di sostanziale identità. Ciò ci rende “bestiario”.

 flaviablog

 


postato da: flaviablog alle ore 11:12 | link | commenti (6)
categorie: pansa, quotidiani e riviste
venerdì, 25 aprile 2008

25 aprile

Questa mattina mi sono alzato

o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

questa mattina mi sono alzato

e ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via

o bella ciao...

o partigiano portami via

ché mi sento di morir.

E se muoio da partigiano

o bella ciao...

e se muoio da partigiano

tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna

o bella ciao...

e seppellire lassù in montagna

sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno

o bella ciao...

e le genti che passeranno

e diranno "oh, che bel fior"

E' questo il fiore del partigiano

o bella ciao...

è questo il fiore del partigiano

morto per la libertà.


postato da: flaviablog alle ore 09:29 | link | commenti (2)
categorie: storia