Sospeso "La donna giusta" di Marai, sono a metà di " Il primo" di Gaetano Cappelli, Marsilio. Visto in biblioteca, giorni fa, quando ci ho fatto un giro, in cerca di poesia, che non compro quasi mai, perché "bevo" un libro di poesia in un attimo e son soldi...così che la leggo o prendo in prestito. Mi han consigliato Cappelli e l'ho portato a casa, nel suo vestitino colibrì. Agile, buon scrittore, scorre senza intoppi tra molte verità. Il grottesco vince alla grande, ma manca d'anima. Scrivo simile, m'ha troppo affascinato,rapito e sedotto Piero Chiara per scrivere in altro modo, ma spero, dio della penna, di non essere così arida e non essere anatomopatologa della vita. Preferisco morire di sogno interrotto o negato. In Piero Chiara l'ironia era ammantata d'una amarezza tale da vergognarsi di far parte del genere umano. Lo sezionava, vivo, ma alla fine ne usciva esausto. Nelle brevi note saggistiche emerge questo lato deluso di Chiara, che negli altri schietti non trovo. O mancano di senso dell'umorismo ( non è questo il caso, Cappelli ce l'ha), o mancano di pietà mista ad orrore per quel che descrivono.
ho letto "L'altra metà" di Luciano Erba, introdotto da Stefano Verdino, Edizioni San Marco dei Giustiniani.
Amo Erba come Sbarbaro, con Caproni ecco la triade poetica che preferisco, essenziali, minuti, introversi e materiali. Privi all'apparenza di grandi passioni con lettere maiuscole, ma intrisi di passioni minute per ogni oggetto che abbia un soffio di vita. Erba si sente come i suoi versi, che "rincorrono le cose, ma alla fine incontrano soltanto se stessi".
Sarà giunto al posto giusto della sua carriera poetica? Forse sì, anche se così lo descrive: "una grotta d'aria"..."una rientranza rimasta agli inizi che non aveva più nulla da dire, un antro senza sibilla, soltanto muschio e l'ultima stilla".
Mi piace perché non è contorto. Nulla di ciò che fa le boccacce alla vita,mi piace.
Nulla che è trasgressivo per gli altri, mi piace, semplicemente perché ...non lo è. E' una pagliacciata, come la pseudopoesia della beat generation, che pure, in gioventù, ho amato, perché mi sembrava che parlar di fughe, vomito, fumi alcolici e sodomia fosse il massimo dello sberleffo da fare ad una società "borghese", che era poi quella che ogni giorno, insieme al sudore proletario, mi dava invece il cibo nel piatto, che altri guadagnavano per me. I giovani disprezzano quel che hanno, se è in quantità superflua. Mancano di fame.
Erba è il poeta del nulla. "L'altra metà" fa poesia su accappatoi, mele,luoghi conosciuti, ricorrenze personali e non. E dipinge nature morte alla Morandi.
Una perla:
Il moscerino
Il moscerino che si agitava nel bicchiere
di vino rosso di undici gradi
salvato per curiosità
studiato a lungo sulla tovaglia
volato per un altro suo giro
non andrà così lontano questa sera:
tra noi due vi è diversità di durata
eppure mi sento come riunito
con l'insetto osservato
così i miei versi: rincorrono le cose
ma alla fine incontrano se stessi.
Se Erba è un moscerino, moscerino anch'io.