Di De Luca non ho letto altro, per cui non posso relegarlo ...all'angolo di Patty ( che sta per pattumiera), perché una rondine non fa primavera, ovvero non è da un solo romanzo che si giudica, secondo il proprio gusto, è ovvio, lo stile di un autore. Così dovrebbe essere, in realtà la prima impressione è spesso quella che conta.
Di certo è che " Tre cavalli" m'ha deluso, nel senso che ,apprezzata la citazione iniziale : "Castigo para los que no practican su pureza con ferocidad", che condivido e mi piace...tale purezza mi è sembrata intrisa di luoghi comuni, piuttosto pittoreschi, inoltre. Tutto ciò mi sa di Sveva Casati Modignani, ma se voglio leggere tale Signora, compro i suoi libri e non vado per vie traverse qui e là leggendo di buone puttane da canzone ( nelle canzoni e nei romanzi hanno tutte un cuore grande così, nella realtà hanno spesso altro grande così e pochi scrupoli, per avere, alla fine della fiera, un portafogli spesso così e riciclarsi in qualche maniera, mettendo in pensione le parti basse). C'è l'Africano anziano e saggio, persino filosofo che non riesco a scorgere in nessun senegalese che incontro. C'è un uomo ferito che sta tra il bene e il male, ma ci sta comodo, con quella retorica che credo che "persone vere", che avessero vissuto ciò che quel romanzo riprende, difficilmente potrebbero tollerare. Trasuda buonismo e luoghi comuni appunto*buoni*, quando altrove con gli stessi ingredienti si fa una storia uguale e *cattiva*, che comunque non mi sarebbe piaciuta. Forse mi sarebbe piaciuta ancor meno, tal romanzo invece si finisce per il senso di pace che in qualche modo la ricerca di purezza ( ostentata e artificiale che sia) regala al lettore.
Inoltre scrive... largo. Fa i romanzi stretti e scrive largo, come chi da ragazzo svolgeva temi che dovevano "dar nell'occhio senza dir nulla".
Non che ami i grafomani... qui tuttavia il contenuto è in posa plastica e la forma è dell'Ikea, ma può essere che io non abbia capito niente di Erri, perché ne ho letto un solo romanzo.
Tra i miei scrittori contemporanei preferiti c'è Sebastiano Vassalli, sarà perché racconta di cose che mi sono familiari e descrive luoghi che vedo e sarà infine perché lo conosco, l'ho sentito parlare e so che non ha peli sulla lingua e tra i denti non resta niente, nel mentre guarda qui e là di sfuggita con occhi un po' a mandorla, acuti e penetranti. Il "nostro" rapporto è controverso, l'ho amato, ma altre volte l'ho letto poco volentieri. Per cui litighiamo sovente, ma lui non lo sa.

L'oro di cui trattasi è reale, quello che si trovava nei fiumi ( dalle mie parti) e che destò una sorta di febbre , che andò morendo, con l'industrializzazione. L'età o la stagione dell'oro potrebbe tuttavia anche essere l'infanzia e con essa l'adolescenza, se fossero vissute con serenità e pienezza e senza avere il cuore sotto fiele e ciò mi comunica il Vassalli de "L'oro del mondo", Einaudi.
Siamo nel primo dopoguerra ed un giovane scopre la vita nei suoi aspetti più loschi e feroci, a partir dal rapporto con il padre, che è un uomo infame, squallido, che non riesce minimamente a riscattarsi sotto ad alcun profilo, neppure col senno di poi o con quel distacco umano e adulto, che comprende anche il perdono, quando nelle debolezze altrui vediamo finalmente qualcosa delle nostre. Un perdono che fa chiedere... perdono d'aver giudicato. Queste parole lessi su uno scritto di mio padre,ad esempio, prima di un intervento chirurgico pesante, di cui non sapeva l'esito, se benigno o funesto : "Chiedo perdono d'aver giudicato i miei genitori ".
Il padre del giovane Sebastiano del romanzo invece resta imperdonabile, mentre la madre invece si consuma, non più schiava per amore, ma per interesse accudendo un invalido, sperando sia magnanimo, con lei ed il figlio. Nella storia di Sebastiano s'intreccia la Storia, che mette a nudo le comuni meschinità nazionali.
" L'ultima volta che mio padre andò in Germania per affari era il gennaio del '45. Partendo, disse a mia madre che sarebbe ritornato verso la fine di quella stessa settimana, tornò alla fine dell'anno, dopo un'assenza di otto mesi, ed era quasi completamente sordo, perché nel corso di un bombardamento su una città imprecisata aveva salvato le ossa e non i timpani. Per chiunque altro una simile infermità sarebbe stata una sciagura, non per l'infame. Al contrario gli fornì la prova certa e definitiva che a questo mondo esiste una sola verità, la sua, un solo pensiero, il suo, una sola parola, la sua. Il mondo tacque e lui parlò, in modo sempre più enfatico: per apoftegmi, per proverbi, per immortali sentenze ( Gonfiava il petto. Gridava: " L'uomo è cacciatore!", " Chi dice donna dice danno!" " Chi rompe paga!," ed altre amenità). Da Fiduciario del Fascio e Capitano di Manipolo diventò fiduciario di se stesso e capitano delle sue vittime. Uscì dal fascismo ma in questo modo specialissimo, come un impiegato di banca che apre un ufficio di prestiti per proprio conto. Si mise in proprio, ripartì da zero.
....
Malediva il resto del mondo che non si faceva inchiappettare da lui, lo commiserava, gridava " Chi non mi vuole, non mi merita!".
...ed io avevo la disgrazia d'essere un suo eiaculato."
E' raccontato in prima persona, il romanzo. Il protagonista riflette su luoghi, persone, situazioni e fan capolino diversi caratteristici personaggi: il timido e pratico Zio Alvaro, il Capitano ( o il Befano) di Vascello ferito a Capo Matapan dagli Inglesi, Fernanda l'Indecifrabile ed ovviamente il Padre ( "ottant'anni, vecchiaccio imbalsamato, impollastrato, roseo e paffuto, una mummia in avanzato stato di conservazione"). E poi ci sono il Re, la Regina, i Martiri di Cefalonia, l'Angelo dei Gorgonzoli e tutto quanto può far spettacolo più o meno misero, di una vita umana o di una nazione, passando all'Osteria del Genio con Locanda, grazie ad una penna disincantata, che freme in un animo che dirompe.
Da leggere.
Sono ferma a pag. 112 ormai da mesi ed in mezzo ho letto di tutto, la qual cosa ormai significa che lo metterò sullo scaffale recuperando il segnalibro: l'Anitona di Fellini ( la più bella donna del cinema mondiale, assai prima della moda della mastoplastica additiva da supermarket ; tutta naturale, peccato non fosse, con ogni probabilità, anche saggia e/o intelligente...mah! Non si può avere tutto dalla vita).
Il soggetto è interessantissimo: in un Paese la gente non muore più. Oltre il confine si continua a morire normalmente, ma lì no. Si campa anche se ti passa addosso un TIR e nessuno si leva di mezzo, pur facendo una vita disperatissima. Tutti vivono nell'incubo di nonni eterni, che succhiano tutte le loro energie e risorse. Cominciano ad esportarli dove si muore. Inizia il traffico di moribondi clandestini, di salme di reimportati. Un settore economico deve riciclarsi o fallisce ( vedi Pompe funebri) e se ne crea uno nuovo intorno a trisavoli, tetravoli, pentavoli, esavoli e così via, cachettici immortali. Il governo pensa, agisce e traffica e fa le tre cose l'una in antagonismo all'altra, come sempre. Fa tutto e non sa niente. Bella storia, ma io voglio la sintassi scolastica o m' innervosisco. Vada avanti chi è più paziente e poi mi racconti.
Scusate la recensione sbrigativa, ma se Saramago avesse usato la punteggiatura e quant'altro serva ad esprimersi per iscritto in un modo normale, sarei arrivata a pag. 204 della mia versione Euroclub ( l'originale è Einaudi).
Riprenderà con metodo la lettura, attività resa più lenta da lavori urgenti in corso, sto leggendo contemporaneamente due saggi, uno è il già citato " L'Impero di Cindia" di Rampini, l'altro è affiancabile, in quanto non è che una serie di articoli i cui argomenti sono ordinati per ordine alfabetico, per cui non c'è continuità tra un brano e l'altro, se non stilistica ed è discorsivo e divertente. S'intitola " Dizionario del buon senso", di Stefano Lorenzetto. Ho anche qualche romanzo da parte, da leggere un po' alla volta. Il primo sarà sicuramente " Il ritorno a casa di Enrico Metz" di Claudio Piersanti. Seguono Biagi, Camilleri,Marai, Falcones, Chevalier. La pila s'alza. Compro ( o mi regalano) e leggo quando posso e quando ne ho voglia ed anche in questo vado a momenti...
...si finisce spesso per avere tra le mani quelle che sembrano le sorti del mondo, flirtando con la politica, che, grazie al potere, si permette ogni liceità e si vive come giocando d'azzardo ogni giorno, andando al rialzo in un contesto che può ignorare persino legge e morale, perché si ritiene al di sopra, dato che del potere di fare e disfare e la prima e la seconda si sente insignito a furor di popolo. A lungo andare il volere popolare sembra quasi un diritto divino, al di là del bene e del male. Tanto che ad un certo punto, il popolo lo si dimentica e la politica ed i suoi personaggi sembrano brillare di luce propria e non acquisita per merito del consenso della gente.
Si gioca con immagine e popolarità, si manovra il voto come le sorti d'un luogo e delle sue persone, fino a rendere la propria vita una commedia, in cui non c'è posto neppure per l'amore ma per la sua farsa in grande stile e compare nel romanzo anche un'amante squillo, sì, ma molto discreta...perché chi d'indiscrezione vive, è pago poi della sua vita ai confini della realtà comune, in cui, però ad un certo punto, si può precipitare ed il protagonista di " Lo scommettitore" di Remo Bassini, si trova a bagno nella vita, vera, di chi deve arrangiarsi per sopravvivere, nella realtà dell'abbandono e della malattia, della consapevolezza che, in età adulta, quel che, alla fin fine, sappiamo fare e potrebbe sfamarci oltre al nostro lavoro...è veramente ben poco ed è squallido e si può aver bisogno di quel popolo minuto di cui si sono sempre e deliberatamente ignorati esigenze,sentimenti e minuterie quotidiane.
Marco Travaglio dice, di questo romanzo: Bassini riesce a trasfigurare le nostre zozzerie in forma di romanzo ed aiuta a respirare e a vivere meglio.
E' ambientato in un mondo circoscritto ma che conosco bene, questo realistico romanzo, nella politica provinciale quanto truffaldina, che è soltanto uno spaccato di quel che possiamo immaginare a livello più ampio, dove l'attività politica è cosa per geni dell'economia e della filosofia lungimirante circondata dagli affari di avidi equilibristi del potere e, a servire gli uni e gli altri, figure più o meno losche che s'occupano di far emergere o insabbiare, di scatenare tempeste come di sedarle. Per essere, giunti allo stremo delle forze, a volte dei perdenti ,che hanno tuttavia riguadagnato la libertà dalla menzogna forzata.
" Dieci euro. E neanche tanto tempo fa. Un anno e qualche mese. Per lui era normale lasciare dieci euro di mancia al ristorante. Ora invece con dieci euro ci campava. In un discount aveva fatto la spesa come minimo per due giorni ..." Cerca di recuperare la sigaretta caduta a terra, sa di non potersene permettere altre, ma non ci riesce.
" Morirò schizzinoso", pensò.
POSSIBILI LAVORI
il commesso
l'aiutante in un distributore di benzina
la maschera in un cinematografo
l'autista per piccoli trasporti
il lavapiatti
il portiere di notte
l'imbianchino
il fattorino
pulizia cantine
pulizia scale condomini
Da VALUTARE
fare le pulizie dove ci sono cessi
Da EVITARE
Prostituirmi con donne anziane
Lavorare per avvocati o investigatori
Chiedere l'elemosina
QUESTA ESTATE
Vendere bibite e panini a turisti
Vendita bibite a chi prende il sole al fiume
IDEE
Portare in giro i cani di altri ( se mordono?)
Insomma, dopo aver manovrato il manovrabile ciò sembra impossibile, ma provate Voi a stendere la Vostra personale lista se da un giorno all'altro Vi fosse in qualsiasi modo interdetta l'unica cosa che sapete fare.
E' lo sgomento.
